La sigla sindacale non soddisfatta della manovra. Landini: “Sciopero? Tutto è possibile”.
La Cgil non ha gradito la prossima Legge di Bilancio del Governo guidato da Giorgia Meloni. Ciò che ha fatto imbufalire la sigla sindacale, in particolar modo, sono i pochi fondi che l’esecutivo ha stanziato per il comparto scuola (specie quella pubblica), a cui restano poco più che le briciole da poter rosicchiare.
“Il nostro giudizio sulla manovra è negativo”, catechizza il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ai microfoni del Tg3.
“La sanità pubblica è a rischio. Siamo di fronte a tagli, mentre la sanità ha bisogno di molti investimenti – prosegue Landini -. Esattamente come l’istruzione. Noi chiediamo di tassare gli extra-profitti, perché i soldi ci sono ma bisogna andarli a prendere, senza colpire i poveri e facendo seriamente la lotta all’evasione”.
“Non escludiamo nulla in merito alle mobilitazioni – puntualizza Landini -. Non avendo ad oggi nessun luogo di confronto, nè alcuna certezza che ci siano possibilità di modifiche, è evidente che dobbiamo pensare a qualsiasi iniziativa e, siccome i tempi sono molto stretti, dobbiamo pensare anche a forme creative di mobilitazione, per far conoscere la gravità di alcune scelte compiute, penso alla flat tax e ai voucher”.
Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011
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