Consenso informato, Valditara scrive alle famiglie tramite le piattaforme pagate dalle scuole. Furia CGIL
Nuova e accesa polemica sull’uso del registro elettronico nelle scuole italiane. Per la quarta volta consecutiva, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha scelto di utilizzare direttamente i

Nuova e accesa polemica sull’uso del registro elettronico nelle scuole italiane. Per la quarta volta consecutiva, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha scelto di utilizzare direttamente i gestionali digitali degli istituti per inviare una comunicazione indirizzata alle famiglie, scavalcando la mediazione degli organi scolastici e scatenando la dura reazione dei sindacati.
Oggetto del contendere è questa volta una lettera con cui il Ministro illustra ai genitori i contenuti della legge 104/2026, la norma che introduce il consenso informato preventivo per le attività didattiche che riguardano l’educazione alla sessualità e all’affettività.
I precedenti e le accuse della FLC CGIL
Il sindacato FLC CGIL ha espresso una ferma condanna nei confronti della modalità comunicativa scelta da Viale Trastevere, definendola invasiva e priva del necessario consenso da parte delle singole istituzioni scolastiche. La sigla sindacale sottolinea come non si tratti di un episodio isolato, ricordando i casi precedenti che avevano già sollevato perplessità: la comparsa di spot pubblicitari e giochi sui gestionali di un noto operatore, la lettera inviata per promuovere le opportunità del “Piano Estate” e l’informativa inviata alle famiglie sull’avvio dei corsi di formazione Indire sull’educazione al rispetto.
Secondo il sindacato della scuola, il testo inviato dal Ministro — pur riprendendo i contenuti della norma e della circolare applicativa firmata dal Capo Dipartimento Carmela Palumbo — utilizzerebbe toni e modalità più vicini alla propaganda politica che a una corretta informazione istituzionale, soffermandosi sulla bontà del provvedimento ed evidenziando presunti vantaggi in termini di trasparenza per le scelte educative dei genitori.
Autonomia scolastica e nodo del consenso informato
Oltre agli aspetti formali e comunicativi, la FLC CGIL contesta il merito stesso della legge 104/2026, giudicata potenzialmente lesiva sia della libertà d’insegnamento sia dell’autonomia delle scuole. Attribuendo alle famiglie una sorta di diritto di veto sui percorsi formativi proposti, la norma finirebbe per ostacolare il diritto universale all’istruzione, creando al contempo notevoli complicazioni gestionali per gli istituti.
Sul piano tecnico, il sindacato ritiene del tutto improprio che il Ministero continui ad “introdursi” nelle bacheche interne delle piattaforme digitali acquistate e pagate dalle singole scuole, avvalendosi della complicità dei gestori privati, anziché ricorrere a canali istituzionali idonei come il portale web del MIM o la piattaforma “Unica”.
La diffida e la richiesta di ritiro
Giudicando queste iniziative dannose per il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia e lesive del rapporto di fiducia con le istituzioni scolastiche, la FLC CGIL ha diffidato ufficialmente il Ministero dall’utilizzare in futuro i registri elettronici per finalità promozionali o di propaganda. Contestualmente, la sigla sindacale ha avanzato la richiesta formale per l’immediato ritiro della nota ministeriale.