Innalzamento dell’ISEE a 40mila euro e licealizzazione degli tecnici: varato il nuovo Decreto Scuola. Ventuno milioni di euro in più per i libri
ROMA – Un intervento a tutto campo che spazia dal sostegno economico contro il caro-vita alle riforme strutturali dell’ordinamento scolastico. È stato approvato dal Consiglio dei ministri il nuovo Decreto

ROMA – Un intervento a tutto campo che spazia dal sostegno economico contro il caro-vita alle riforme strutturali dell’ordinamento scolastico. È stato approvato dal Consiglio dei ministri il nuovo Decreto Scuola, un testo composto da 12 articoli che promette di rivoluzionare diversi aspetti del sistema educativo italiano, introducendo novità rilevanti sia per i bilanci delle famiglie sia per l’organizzazione delle classi.
Bonus libri più ricco e per più famiglie
La misura a impatto più immediato riguarda la lotta al “caro-scuola”. Con l’articolo 4 del decreto vengono stanziati 21 milioni di euro straordinari per il 2026, destinati a finanziare la fornitura gratuita o semigratuita dei manuali scolastici.
Per consentire a un numero maggiore di genitori di accedere al contributo, il Governo ha alzato in modo significativo l’asticella del reddito: la soglia ISEE massima passa da 30.000 a 40.000 euro. La platea dei beneficiari non solo si allarga verso l’alto, ma si estende geograficamente a snodi didattici storicamente gravosi per il portafoglio: i contributi copriranno infatti le classi prime della scuola media e le classi prime e terze delle superiori, ossia i momenti in cui l’acquisto dei testi rappresenta la spesa più consistente.
La svolta di Valditara: tecnici e professionali diventano licei
Accanto ai sostegni economici, il provvedimento segna una svolta identitaria per l’istruzione secondaria. Su impulso del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, viene stabilita la trasformazione degli istituti tecnici e professionali in licei.
Una riforma rivendicata con forza anche dalla premier Giorgia Meloni, che l’ha definita il superamento di «un’ingiustizia che durava da decenni in Italia», con l’obiettivo di restituire pari dignità formativa ed erogativa a tutti i percorsi di studio scolastici.
Inclusione, lingua e il ritorno del Latino
Ampio spazio nel decreto è dedicato all’integrazione e al contrasto della dispersione scolastica, con regole rigide e risorse dedicate:
- Tetto agli alunni stranieri: In prima elementare gli studenti con cittadinanza non italiana (che non siano nati in Italia o non abbiano frequentato almeno due anni di materna) non potranno superare il 30% del totale della classe. Lo stesso limite del 30% varrà per medie e superiori per gli studenti che non hanno frequentato la scuola italiana per almeno tre anni.
- Fondi per le competenze linguistiche: Per supportare le scuole nell’applicazione delle nuove regole sono stati stanziati 17,5 milioni di euro, a cui si aggiungono 3,4 milioni per il 2027 e oltre 14 milioni dal 2028 destinati a corsi extracurricolari d’italiano.
- Corsi obbligatori e sanzioni ai genitori: Qualora un minore presenti gravi difficoltà con la lingua italiana e la famiglia non collabori, la scuola segnalerà il caso ai servizi sociali. I genitori saranno tenuti a frequentare un percorso di lingua: per chi rifiuta o salta la formazione sono previste multe da 200 a 1.000 euro.
- Contrasto alla dispersione: Confermati 70 milioni di euro aggiuntivi per il 2026 dedicati alle attività di orientamento e tutoraggio svolte dai docenti.
- Il Latino alle medie: Dall’anno scolastico 2027/2028 debutterà l’insegnamento opzionale della lingua latina a partire dalla seconda media.
Sicurezza e decoro: lo stop al volto coperto
Tra le norme che faranno più discutere figura infine il divieto assoluto di accedere o partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto (incluso il burqa) o con modalità che impediscano l’immediato riconoscimento della persona. La violazione del divieto comporterà sanzioni pecuniarie da 200 a 1.000 euro, che verranno applicate direttamente ai genitori nel caso in cui l’infrazione sia commessa da uno studente minorenne.