Storica decisione. Ministero condannato al pagamento di 2.000 euro nei confronti di un insegnante.
Non è tanto la cifra, appena 500 euro, quanto il significato che c’è dietro di essi. Ovvero quello dell’opportunità dell’aggiornamento professionale, garantito a tutti, sia a chi è docente di ruolo, sia per coloro che, invece, vivono ancora all’interno del precariato. Gli insegnanti non di ruolo hanno diritto alla carta del docente. A ribadirlo è la sentenza del Tribunale di Grosseto.
Il tribunale ha così dato ragione al ricorso presentato da un docente precario e patrocinato dalla Cisl Scuola e dall’avvocato Diego Vaccaro. Il Tribunale, inoltre, ha condannato il Ministero dell’Istruzione a rimborsare 2.000, a cui si aggiunge il pagamento delle spese legali, che corrispondono a quattro annualità, a un insegnante, assunto adesso a tempo indeterminato ma al momento dei fatti, con un contratto di lavoro a termine dal 2016 al 2020.
“Si tratta del primo risultato in questo senso nel Grossetano – commenta Alfonso Nocchi, segretario generale della Cisl Scuola Grosseto – che rappresenta un successo per il riconoscimento dei diritti degli insegnati precari. Il Tribunale, infatti, ha sottolineato come il docente non di ruolo abbia svolto gli stessi compiti del personale di ruolo e che creare una disparità di trattamento tra queste due figure significherebbe andare in contrasto con l’esigenza del sistema scolastico di far sì che tutto il personale docente possa conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, in modo da garantire la qualità dell’insegnamento complessivo fornito agli studenti”.
Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011
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