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Carta docente ridotta a 383 euro, Anief protesta: “Va aumentata e garantita a tutto il personale scolastico”

La Carta del docente passa da 500 a 383 euro e scatena la protesta dell’Anief, che chiede al Governo di ripristinare il finanziamento originario e di estendere il beneficio a

Carta docente ridotta a 383 euro, Anief protesta: “Va aumentata e garantita a tutto il personale scolastico”
  • PublishedLuglio 16, 2026

La Carta del docente passa da 500 a 383 euro e scatena la protesta dell’Anief, che chiede al Governo di ripristinare il finanziamento originario e di estendere il beneficio a tutto il personale della scuola, compresi il personale Ata e i supplenti con contratti brevi.

A sollevare la questione è il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, dopo la pubblicazione del decreto interministeriale n. 59/2026, che stabilisce per l’anno scolastico 2025/2026 la riduzione dell’importo annuale destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale dei docenti.

Secondo il sindacato, la scelta rappresenta un’inversione di rotta rispetto agli obiettivi della riforma introdotta con la Legge 107 del 2015, che aveva definito la formazione del personale scolastico come un elemento permanente e strutturale.

“Va bene estendere la Carta del docente ai precari – afferma Pacifico – e sarebbe sacrosanto farlo anche con il personale Ata e, più in generale, con tutti i lavoratori della scuola. Quello che non comprendiamo è perché la quota destinata all’aggiornamento professionale debba essere ridotta. Portare la card da 500 euro a meno di 390 euro significa contraddire la stessa logica che aveva introdotto la formazione continua come componente essenziale del lavoro scolastico”.

Anief: “Siamo davanti a un paradosso”

Il sindacato contesta anche i criteri di assegnazione previsti dal nuovo decreto, che riconosce la Carta ai docenti di ruolo e ai supplenti con contratto fino al 31 agosto o fino al 30 giugno, lasciando esclusi altri lavoratori della scuola, compresi alcuni precari.

“Non si comprende perché una parte dei dipendenti che ogni giorno lavorano nei nostri oltre 7 mila istituti scolastici debba essere esclusa dal sostegno alla formazione – sottolinea Pacifico –. Dopo oltre dieci anni dalla nascita della Carta del docente, considerando anche l’aumento dell’inflazione, sarebbe stato logico incrementare l’importo, non diminuirlo di oltre il 20 per cento”.

Secondo Anief, il reperimento delle risorse necessarie non sarebbe impossibile: “Parliamo di poco più di 100 milioni di euro l’anno di spesa pubblica. Per questo abbiamo avviato una petizione nazionale rivolta al Governo per chiedere il rifinanziamento del fondo e il ritorno almeno alla quota iniziale di 500 euro”.

Quasi 10 mila firme per la petizione

La mobilitazione online promossa dal sindacato sta raccogliendo un’ampia adesione, con quasi 10 mila sottoscrizioni. Nella petizione Anief evidenzia le preoccupazioni legate alla possibile riduzione o alla cessazione delle risorse dedicate alla Carta del docente e chiede che il sostegno alla formazione venga confermato anche nelle prossime manovre finanziarie.

L’obiettivo dichiarato è duplice: riportare il valore annuale della Carta a 500 euro e ampliare la platea dei beneficiari, includendo tutto il personale scolastico, a partire dagli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari.

I ricorsi per il recupero degli importi arretrati

Parallelamente alla protesta politica e sindacale, Anief ricorda la possibilità di aderire ai ricorsi promossi dal proprio ufficio legale, coordinato dagli avvocati Walter Miceli e Fabio Ganci, per ottenere il riconoscimento degli importi non corrisposti negli anni precedenti.

Il sindacato punta al recupero dei 500 euro annui per i cinque anni pregressi a favore dei precari della scuola e dei supplenti brevi e saltuari, richiamando le decisioni della Corte di giustizia europea sul diritto alla formazione del personale non di ruolo.

Nuove modalità di utilizzo della Carta

Tra le novità previste per la Carta del docente, l’importo potrà essere utilizzato anche per servizi di trasporto delle persone e per l’acquisto di prodotti dell’editoria audiovisiva.

Per quanto riguarda hardware e software, dopo il primo acquisto sarà necessario attendere un periodo di quattro anni prima di poter utilizzare nuovamente la somma per gli stessi beni. Le somme non spese resteranno comunque disponibili anche nell’anno scolastico successivo.

Inoltre, gli importi riconosciuti tramite sentenze nell’anno scolastico 2025/2026 potranno essere utilizzati anche nel 2026/2027, persino in caso di cessazione dal servizio.

La richiesta al Governo

La posizione dell’Anief è quindi chiara: aumentare nuovamente il valore della Carta docente, estenderla a tutti i lavoratori della scuola e garantire continuità alle risorse destinate alla formazione professionale.

“Il sostegno all’aggiornamento del personale scolastico – conclude Pacifico – deve essere considerato un investimento strategico per il sistema educativo nazionale, non una voce da ridurre”.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011