Sulle assunzioni dei docenti è svolta: cattedre coperte all’84%, è il dato più alto degli ultimi cinque anni
Il piano straordinario di concorsi triennali da 70mila posti complessivi, avviato nel 2023 con le risorse del Pnrr, comincia a dare risultati concreti. Insieme all’introduzione degli elenchi regionali degli idonei

Il piano straordinario di concorsi triennali da 70mila posti complessivi, avviato nel 2023 con le risorse del Pnrr, comincia a dare risultati concreti. Insieme all’introduzione degli elenchi regionali degli idonei scaturiti dalle precedenti selezioni, la macchina delle assunzioni ha registrato un’accelerazione decisiva per l’anno scolastico 2026/2027.
I dati presentati in questi giorni dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ai sindacati tracciano un bilancio nettamente positivo rispetto al recente passato: su 46.642 assunzioni autorizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ne sono state completate con successo 34.786 tra posti comuni e di sostegno.
A queste vanno sommati 3.178 contratti a tempo determinato per i docenti delle graduatorie GPS I fascia sostegno, con conferma in ruolo già pianificata per il 2027/28, e 1.495 contratti siglati dai vincitori di concorso per le medie e le superiori in attesa di completare l’abilitazione. In totale, i posti effettivamente coperti da docenti destinati alla stabilizzazione toccano quota 39.459, includendo circa 2.200 idonei.
Tradotto in percentuale, oltre l’84% delle cattedre autorizzate è stato assegnato a un docente stabile. Si tratta del valore più alto registrato nell’ultimo quinquennio, un balzo in avanti evidente che supera anche i livelli riscontrati nel periodo precedente alla pandemia. Negli anni passati le coperture si erano infatti fermate al 61,2% nel 2025/26, al 70,3% nel 2024/25, al 79,9% nel 2023/24 e al 43,9% nel 2022/23.
Nonostante il trend positivo a livello nazionale, l’analisi territoriale evidenzia forti sperequazioni regionali. Nel Mezzogiorno e in alcune regioni del Centro, come la Toscana, il tasso di copertura sfiora o supera il 100% delle disponibilità. Al contrario, il Settentrione continua a soffrire per la carenza di candidati in graduatoria: la Lombardia si ferma al 64,5%, la Liguria al 70,6% e il Friuli Venezia Giulia al 74,5%.
Resta dunque irrisolta la storica difficoltà nel trasferire i docenti dalle graduatorie sature del Sud verso le cattedre scoperte del Nord. Una resistenza legata soprattutto all’elevato costo della vita, su cui le misure promesse, come gli incentrivi sul piano casa per gli affitti agevolati, non potranno produrre effetti prima di un paio d’anni.
L’altra grande criticità riguarda l’entità complessiva del precariato. Aggiungendo ai 7.100 posti rimasti scoperti le 118mila supplenze sul sostegno assegnate a inizio anno, secondo le rilevazioni diffuse dal ministro Giuseppe Valditara, lo stock di contratti a tempo determinato ammonta a 125mila unità, destinate a salire verso quota 140-150mila entro il termine dell’anno scolastico.
La radice del problema risiede nell’ampio ricorso ai posti in deroga sul sostegno, non convertiti in organico di diritto. Durante le audizioni al Senato sul Decreto Legge 170, la Cisl Scuola ha sottolineato come lo scorso anno si sia toccato il minimo storico, con l’organico di diritto che ha coperto appena il 47% dei posti effettivi. Sulla stessa linea si è espressa l’Anief, che ha richiesto formalmente la stabilizzazione diretta di 55mila cattedre di sostegno per ridurre in modo strutturale il ricorso alle supplenze annuali.