Reclutamento e supplenze: prosegue il confronto tra il Ministero e i sindacati
Un nuovo passo avanti, ma la strada da percorrere resta complessa. Si è tenuto il 16 ottobre 2026 il secondo incontro del tavolo tecnico tra i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione

Un nuovo passo avanti, ma la strada da percorrere resta complessa. Si è tenuto il 16 ottobre 2026 il secondo incontro del tavolo tecnico tra i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali per affrontare i nodi critici legati al reclutamento del personale docente e, in particolare, alla gestione delle supplenze.
Al centro del dibattito, portato avanti con determinazione dalla FLC CGIL e dalle altre sigle, le criticità del sistema informatico, i criteri per la formazione delle cattedre, il sistema sanzionatorio e le tutele per il personale precario.
La gestione informatizzata e la spina dei “posti orario”
Uno dei temi più caldi ha riguardato la piattaforma informatizzata (INS) utilizzata per i turni di nomina. La FLC CGIL ha puntato il dito sui frequenti ritardi e sulle lacune nell’inserimento dei posti disponibili da parte delle scuole, un fenomeno diffuso in tutta Italia ma particolarmente gravoso nelle grandi aree metropolitane. Per evitare nomine tardive o errate, il sindacato ha chiesto un maggiore supporto formativo per gli istituti e una decisa semplificazione delle procedure digitali.
Parallelamente, si è discusso dei “posti orario”, nati dall’aggregazione degli spezzoni di cattedra. Se da un lato l’accorpamento ha permesso di assegnare migliaia di incarichi, dall’altro la gestione operativa manifesta evidenti limiti. I sindacati chiedono indicazioni ministeriali più dettagliate agli Uffici Scolastici territoriali per garantire criteri chiari di vicinanza geografica tra i plessi, limiti al numero di sedi accorpabili e un orario minimo garantito.
Sanzioni, graduatorie esaurite e riserve
L’Amministrazione ha difeso l’introduzione di sanzioni più rigide, spiegando che la misura mira a disincentivare le rinunce per garantire che i docenti prendano effettivo servizio. Su questo punto, la FLC CGIL ha sollevato un’anomalia: le sanzioni per la rinuncia a un incarico da graduatoria d’istituto finiscono per penalizzare impropriamente gli aspiranti anche nelle altre scuole in cui sono inseriti.
Per quanto riguarda le graduatorie provinciali esaurite, la richiesta dei sindacati è di massima trasparenza: gli Uffici dovrebbero pubblicare report chiari al termine di ogni turno per individuare le scuole autorizzate a conferire supplenze annuali (al 31 agosto o al 30 giugno) attingendo dalle proprie graduatorie d’istituto.
Riflettori accesi anche sul peso delle riserve e del servizio civile, il cui impatto crescente rischia di penalizzare i precari storici che non hanno potuto svolgere tale percorso. Sul fronte del sostegno, è stato ribadito che la continuità didattica resta subordinata alla verifica della spettanza della nomina.
Le cattedre dell’articolo 47 e i prossimi passi
Altro punto di forte attrito riguarda le cattedre lasciate libere dal personale di ruolo che usufruisce dell’articolo 47 del CCNL (accettazione di una supplenza al 30 giugno). In questi casi, i posti “non vacanti ma disponibili” vengono coperti dalle scuole fino al termine delle lezioni. La FLC CGIL ha evidenziato come tale modalità risulti penalizzante per i supplenti coinvolti. Dal canto suo, il Ministero ha richiamato i vincoli previsti dalla Legge 124/1999 e dall’Ordinanza Ministeriale 27/2026.
L’incontro si è concluso con segnali di apertura da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha accolto favorevolmente alcune delle istanze presentate. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con nuovi incontri tecnici per tradurre le proposte in soluzioni operative.