Ministro Valditara

Valditara a Palermo: “Per la scuola siciliana oltre due miliardi di euro, cala la dispersione”

La scuola siciliana, il suo patrimonio edilizio, la permanenza degli studenti nei percorsi di istruzione e le possibilità educative offerte alle famiglie sono stati al centro dell’intervento del ministro dell’Istruzione

Valditara a Palermo: “Per la scuola siciliana oltre due miliardi di euro, cala la dispersione”
  • PublishedOttobre 18, 2026

La scuola siciliana, il suo patrimonio edilizio, la permanenza degli studenti nei percorsi di istruzione e le possibilità educative offerte alle famiglie sono stati al centro dell’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nella giornata inaugurale di “La Sicilia fa Scuola – Stati Generali dell’Istruzione”, svoltasi ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

Nel confronto ospitato al Cinema De Seta, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore regionale Mimmo Turano, Valditara ha scelto di partire dai risultati che segnano il percorso degli investimenti nazionali e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sua esposizione ha attraversato numeri, obiettivi infrastrutturali, ampliamento del tempo scuola e dati sulla dispersione, con una costante attenzione alla Sicilia e al Mezzogiorno. La cornice era quella di una manifestazione pensata per mettere a confronto docenti, dirigenti, studenti e ricercatori impegnati in esperienze didattiche. Il ministro ha voluto legare i finanziamenti ai loro possibili effetti sulla vita quotidiana: la sicurezza degli edifici, il funzionamento della mensa, la pratica sportiva, la scuola aperta oltre l’orario ordinario e la prevenzione dell’abbandono.

Nel ricostruire l’impegno finanziario rivolto al territorio, Valditara ha precisato che, dalla fine del 2022, per l’edilizia scolastica siciliana sono stati stanziati un miliardo e 154 milioni di euro, a fronte di due miliardi e 118 milioni complessivamente destinati alla scuola dell’Isola. Una distinzione essenziale per comprendere la portata dell’annuncio: la prima cifra riguarda specificamente gli edifici, mentre la seconda abbraccia un perimetro più ampio di progetti, tra cui il Piano Estate, l’Agenda Sud e l’introduzione del docente tutor. Il finanziamento per l’edilizia appartiene dunque al quadro più generale degli interventi descritti. Valditara ha definito l’ammontare destinato alle strutture siciliane una cifra senza precedenti, collocandola nella scelta governativa di destinare una parte considerevole delle risorse europee e nazionali alle aree del Paese che presentano maggiori necessità infrastrutturali.

Valditara ha collegato le cifre regionali al programma nazionale sviluppato attraverso il Pnrr e gli stanziamenti aggiuntivi, facendo riferimento a 17 miliardi di fondi europei affiancati da quasi sei miliardi di risorse nazionali o strutturali. Ha dichiarato che gli obiettivi previsti sarebbero stati non soltanto raggiunti, ma superati, utilizzando settori specifici come nidi, mense e palestre per spiegare in che modo gli stanziamenti si traducano in opere sul territorio.

Uno dei primi esempi scelti dal ministro ha riguardato i servizi per la prima infanzia, indicando che l’obiettivo iniziale di 150.000 posti negli asili nido è stato superato raggiungendo quota 174.000, con oltre il 56 per cento dei posti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno. Analogamente, per quanto riguarda le mense, considerate indispensabili per estendere il tempo scuola e l’inclusione, Valditara ha evidenziato il passaggio dal target originario di mille strutture a 1.772 realizzazioni, quasi il 56 per cento delle quali concentrate nel Sud Italia.

Un percorso analogo è stato tracciato per le palestre scolastiche e lo sport, accostato alla musica e al teatro come strumento di contrasto al disagio. Sul piano delle opere, a fronte di un target iniziale di 300 strutture, il ministro ha comunicato 363 interventi conclusi e 335 in corso, sostenendo che oltre l’80 per cento delle scuole italiane è oggi dotato di una palestra e che più del 51 per cento delle risorse per questo comparto è andato al Mezzogiorno.

Il capitolo dedicato agli esiti educativi ha toccato la piaga della dispersione scolastica. In Sicilia, l’abbandono precoce (la cosiddetta dispersione esplicita) è sceso dal 18,8 per cento del 2022 al 13,7 per cento del 2025, con l’aspettativa di un dato nazionale attorno al 12 per cento per il 2026. Per quanto riguarda la dispersione implicita, ovvero la quota di studenti che completa il percorso senza raggiungere competenze adeguate in italiano, matematica e inglese, il ministro ha segnalato un calo nell’Isola dal 16 per cento del 2022 al 9,2 per cento del 2026, sottolineando il valore del passaggio sotto la soglia simbolica del dieci per cento.

A livello nazionale, Valditara ha parlato di 520 mila giovani recuperati dal 2022 a oggi attraverso le misure di Agenda Sud, Agenda Nord e il decreto Caivano, richiamando la responsabilizzazione delle famiglie circa l’obbligo di frequenza. L’intervento si era aperto con un pubblico ringraziamento al personale scolastico di Marsala per la gestione dell’emergenza legata al recente maltempo nel Trapanese, annunciando sia l’invito a Roma per un riconoscimento istituzionale, sia lo stanziamento di risorse per la ricostruzione del plesso danneggiato.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011