Stop ai tagli dei dirigenti scolastici fino al 2029. Ma resta il conto del dimensionamento: 747 istituti in meno
Nessuna nuova stretta sugli organici dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) nel biennio 2027-2029. È quanto emerge dal decreto interministeriale n. 118 del 25

Nessuna nuova stretta sugli organici dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) nel biennio 2027-2029. È quanto emerge dal decreto interministeriale n. 118 del 25 giugno 2026, illustrato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito alle organizzazioni sindacali, che conferma la volontà del Governo di garantire continuità e stabilità all’attuale assetto della rete scolastica, evitando ulteriori riduzioni nell’immediato.
Il provvedimento, adottato in assenza dell’intesa in Conferenza Unificata Stato-Regioni, definisce il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA per il triennio 2027-2030, come previsto dalla legge di Bilancio 2023 nell’ambito del piano di dimensionamento della rete scolastica collegato agli obiettivi del PNRR.
Dalla tabella allegata al decreto emerge che il numero delle istituzioni scolastiche resterà invariato nei primi due anni del triennio, mantenendosi a quota 7.389 negli anni scolastici 2027/2028 e 2028/2029. Solo nel 2029/2030 è prevista una lieve riduzione, con il passaggio a 7.381 istituzioni scolastiche, otto in meno rispetto all’assetto attuale.
Le riduzioni interesseranno otto regioni, ciascuna con la perdita di un’autonomia scolastica: Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Sicilia.
La decisione rappresenta una conferma di quanto anticipato dal Ministero nel confronto con i sindacati dello scorso 29 maggio, quando l’amministrazione aveva espresso l’intenzione di evitare nuovi tagli agli organici dei dirigenti scolastici e dei DSGA nel prossimo triennio.
Resta però forte la contrarietà della FLC CGIL, che torna a contestare l’intero impianto del dimensionamento scolastico introdotto dalla legge di Bilancio 2023. Secondo il sindacato, il problema non è rappresentato dagli otto tagli previsti nel 2029, bensì dalla drastica riduzione già avvenuta negli ultimi anni.
Il numero delle istituzioni scolastiche, infatti, è passato dalle 8.136 dell’anno scolastico 2022/2023 alle 7.389 previste per il 2026/2027, con una perdita complessiva di 747 autonomie scolastiche, nonostante il recupero di 80 istituti disposto dal decreto interministeriale n. 124 del 2025.
Una riduzione che, secondo la FLC CGIL, ha prodotto effetti ben più ampi della sola diminuzione dei dirigenti scolastici e dei DSGA, incidendo sugli organici dell’intero personale della scuola, aggravando i carichi di lavoro e alimentando numerosi contenziosi a livello regionale e locale.
Per il sindacato, la razionalizzazione della rete scolastica non può tradursi esclusivamente in una riduzione del numero delle scuole. L’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire un servizio più efficiente e di qualità, assicurando stabilità alle dirigenze, rafforzando i servizi amministrativi, riducendo il numero di alunni per classe, migliorando la sicurezza degli edifici scolastici e procedendo alle assunzioni su tutti i posti vacanti, superando la logica del semplice turnover.