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Tagli record ai fondi scolastici: FSL ridotta fino al 26%

Nonostante gli annunci e le rassicurazioni sui rinnovi del sistema educativo, la realtà dei bilanci scolastici torna a far discutere. L’ultima nota ministeriale per l’assegnazione integrativa al Programma Annuale 2026

Tagli record ai fondi scolastici: FSL ridotta fino al 26%
  • PublishedOttobre 21, 2026

Nonostante gli annunci e le rassicurazioni sui rinnovi del sistema educativo, la realtà dei bilanci scolastici torna a far discutere. L’ultima nota ministeriale per l’assegnazione integrativa al Programma Annuale 2026 ha introdotto una drastica rideterminazione dei parametri del Fondo di Funzionamento, con un taglio consistente delle risorse destinate alle attività di Formazione scuola-lavoro per l’anno scolastico 2026/2027.

I numeri della contrazione: fino a -26% per iscritto

Il confronto con i parametri dell’anno scolastico 2025/2026 evidenzia una riduzione trasversale e generalizzata della quota variabile per studente in tutti gli indirizzi di studio:

  • Istituti Professionali: la quota passa da 47,94 euro a 35,07 euro per studente.
  • Istituti Tecnici: la risorsa cala da 34,24 euro a 25,05 euro.
  • Licei: si scende da 20,55 euro a 15,03 euro.

Una contrazione delle risorse destinate alla didattica e alle attività ordinarie che rischia di penalizzare pesantemente l’autonomia organizzativa e l’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche.

La contraddizione: più obblighi, meno risorse

Il ridimensionamento appare in forte contrasto con le linee programmatiche finora rivendicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Il governo ha infatti continuato a puntare sul potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro (ex PCTO), estendendoli a partire dalle seconde classi degli istituti tecnici e introducendoli nei percorsi quadriennali della nuova filiera tecnologico-professionale.

Sulla vicenda pesa l’interrogativo di come garantire laboratori adeguati e formazione di alta qualità di fronte a un calo medio del 26% delle risorse per singolo iscritto, proprio nei settori ove il carico organizzativo legato alle partnership aziendali risulta più gravoso.

La dura presa di posizione della FLC CGIL

A denunciare lo scenario è il sindacato FLC CGIL, che parla di «rigorosa coerenza nel sottofinanziamento» del sistema pubblico. Secondo l’organizzazione sindacale, le restrizioni finanziarie non mettono a rischio soltanto il funzionamento materiale degli istituti, ma penalizzano anche il personale docente e ATA.

I dati sono stati evidenziati di recente anche dal Rapporto OCSE Education at a Glance 2026: gli stipendi dei docenti italiani continuano a posizionarsi tra i più bassi d’Europa, con un divario superiore al 19% rispetto alla media continentale (pari a circa 12.500 dollari in meno a parità di potere d’acquisto) e con un netto stacco nei confronti di Paesi come Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

La FLC CGIL sostiene che la progressiva riduzione dei fondi pubblici prefiguri il tentativo di spingere il sistema verso un modello privato-aziendale e annuncia mobilitazioni in vista della prossima legge di bilancio per richiedere risorse aggiuntive destinate alla didattica e all’adeguamento retributivo del personale.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011