Scuola, UIL: “No ai tagli per la denatalità”. A rischio 5mila posti nel triennio
La denatalità non può tradursi in un taglio agli organici, ma deve diventare un’occasione per migliorare la qualità della didattica e garantire maggiore stabilità al personale. È la posizione espressa
La denatalità non può tradursi in un taglio agli organici, ma deve diventare un’occasione per migliorare la qualità della didattica e garantire maggiore stabilità al personale. È la posizione espressa dalla UIL Scuola al termine dell’incontro del 31 marzo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2022/2024, dedicato agli organici dei docenti per l’anno scolastico 2026/2027.
Nel corso della riunione, l’Amministrazione ha illustrato il quadro complessivo del personale docente, evidenziando un calo delle cessazioni dal servizio: saranno 25.352 dal 1° settembre 2026, rispetto alle 27.926 registrate lo scorso anno. I pensionamenti riguarderanno tutti i gradi scolastici, con numeri più elevati nella secondaria di secondo grado (10.518) e nella primaria (7.155).
Meno posti nel triennio
Il dato che preoccupa maggiormente il sindacato è la riduzione progressiva dei posti di potenziamento, destinati a passare dai 50.202 dell’anno in corso a 48.795 nel 2026/2027, fino a 45.295 nel 2028/2029. Complessivamente, si prevede una diminuzione di circa 5mila posti rispetto all’anno scolastico 2025/2026.
Una contrazione che, secondo la UIL, colpirà proprio una componente strategica dell’organico dell’autonomia, fondamentale per ampliare l’offerta formativa e sostenere le attività didattiche.
Sostegno: aumenti insufficienti
Sul fronte del sostegno, i numeri restano sostanzialmente stabili nel triennio, con 128.170 posti più 6.446 di potenziamento. L’incremento previsto è di appena 134 unità, giudicato “del tutto insufficiente” dal sindacato.
Secondo la UIL Scuola, il dato non compensa né il taglio complessivo né la mancata copertura del turn over, con ripercussioni sulla continuità didattica, soprattutto per gli alunni con disabilità, spesso seguiti da docenti precari.
“Trasformare l’organico di fatto in diritto”
Tra le richieste avanzate, il sindacato ribadisce la necessità di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto, a partire proprio dai posti di sostegno. Una misura che permetterebbe di stabilizzare migliaia di docenti precari e ridurre il ricorso alle supplenze.
“La continuità didattica — sottolinea la UIL — è un elemento essenziale, soprattutto per gli studenti più fragili, e non può essere sacrificata”.
Denatalità come opportunità
Nel documento, la UIL insiste su un cambio di prospettiva: il calo demografico deve diventare un’opportunità per migliorare il sistema scolastico. Tra le proposte, classi meno numerose, didattica più personalizzata e rafforzamento del tempo scuola, in particolare nella primaria.
Critiche alla riforma degli istituti tecnici
Durante l’incontro è stata inoltre ribadita la contrarietà alla riforma degli istituti tecnici, ritenuta non rispondente alle esigenze reali delle scuole e potenzialmente lesiva dell’autonomia scolastica. Il sindacato ha evidenziato anche la mancanza di linee guida chiare su obiettivi formativi e quadri disciplinari, in una fase cruciale per la definizione degli organici e la mobilità del personale.
All’incontro erano presenti, per l’Amministrazione, Maria Assunta Palermo e, per la UIL Scuola, il segretario Paolo Pizzo.