Scuola, scontro sul DL 170/2026. La FLC CGIL adunata nei Collegi docenti: “Un attacco all’inclusione”
È uno scontro aperto sul modello d’integrazione e sull’identità stessa del sistema d’istruzione pubblico italiano. Al centro delle polemiche ci sono le recenti disposizioni introdotte dal Decreto-legge 170/2026, accusate dal

È uno scontro aperto sul modello d’integrazione e sull’identità stessa del sistema d’istruzione pubblico italiano. Al centro delle polemiche ci sono le recenti disposizioni introdotte dal Decreto-legge 170/2026, accusate dal mondo della scuola e dalla FLC CGIL di minare le basi pedagogiche e democratiche sancite dall’Articolo 34 della Costituzione.
Secondo l’organizzazione sindacale dei lavoratori della conoscenza, dietro la facciata di una semplice riorganizzazione burocratica si celerebbe un approccio punitivo, sanzionatorio e discriminatorio, destinato a colpire direttamente le studentesse, gli studenti e le famiglie provenienti da contesti migratori.
Tagli e controlli invece di investimenti
Il malcontento del settore nasce da un divario sempre più profondo tra le necessità quotidiane degli istituti e i recenti provvedimenti legislativi. Mente le scuole pubbliche continuano a fare i conti con la carenza cronica di organico, strutture inadeguate e fondi ridotti all’osso a causa di continue politiche di taglio e precarietà, il nuovo decreto viene bollato dal sindacato come una risposta improntata alla rigidezza ideologica.
La critica principale riguarda la scelta delle priorità istituzionali. Anziché intervenire con risposte concrete e investimenti sul potenziamento dei docenti di italiano L2, sui mediatori culturali e sull’estensione del tempo scuola, il provvedimento rischia di snaturare la funzione educativa dell’istituzione scolastica, trasformando un luogo di emancipazione e rimozione degli ostacoli socio-culturali in uno spazio di controllo e separazione.
La mobilitazione e la mozione nei Collegi docenti
Di fronte a quello che viene definito come un grave strappo con la tradizione inclusiva del Paese, la FLC CGIL chiama alla mobilitazione la comunità educante, sostenendo che lavoratrici e lavoratori non possano restare in silenzio né mostrarsi neutrali. Per questo motivo, il sindacato ha predisposto un testo di mozione diffuso a RSU, delegati e docenti, destinato a essere presentato e votato all’interno dei singoli Collegi dei Docenti.
Attraverso questo atto, le istituzioni scolastiche vengono sollecitate a prendere una posizione netta per respingere ogni logica di discriminazione o penalizzazione delle famiglie. Contemporaneamente, il documento impegna gli istituti a promuovere la consapevolezza storica, il senso critico, l’intercultura e la valorizzazione del plurilinguismo, richiedendo con forza al Governo l’assegnazione di risorse strutturali, organici aggiuntivi per l’insegnamento della lingua italiana e figure stabili di mediazione linguistica.