Fracassi: in Legge di Bilancio tagli alla scuola statale e prebende per le private. Il 20 novembre sciopero
Non si ferma l’ondata di tagli che sta colpendo l’istruzione pubblica italiana. La denuncia arriva direttamente dalla FLC CGIL e dalla sua segretaria generale, Gianna Fracassi, dopo la lettura del

Non si ferma l’ondata di tagli che sta colpendo l’istruzione pubblica italiana. La denuncia arriva direttamente dalla FLC CGIL e dalla sua segretaria generale, Gianna Fracassi, dopo la lettura del testo della nuova Legge di Bilancio. Nel mirino del sindacato c’è l’articolo 66 (comma 5), che predispone una nuova sforbiciata al personale scolastico: a partire dall’anno scolastico 2027/28 verranno cancellati altri 4.925 posti per i docenti e 2.049 per i collaboratori ATA.
Un provvedimento che si somma alle riduzioni già deliberate lo scorso anno — che avevano sottratto 5.660 insegnanti e 2.174 lavoratori ATA — portando il saldo complessivo a una perdita di oltre 14 mila cattedre e postazioni di lavoro nel giro di un solo triennio.
Servizi essenziali e sicurezza a rischio
A destare particolare preoccupazione è l’impatto sul personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), e nello specifico sui collaboratori scolastici. Con oltre quattromila unità in meno, secondo il sindacato, le strutture rischiano di non poter più garantire la normale operatività quotidiana: dall’assistenza agli alunni alle pulizie, fino alla vigilanza. Il timore concreto è che venga compromessa la sorveglianza dei minori e l’agibilità stessa dei plessi.
«Il calo demografico non può essere un alibi per tagliare», sottolinea la FLC CGIL. La diminuzione della popolazione scolastica, al contrario, viene indicata dalle forze sociali come l’opportunità mancata per ridurre l’affollamento nelle classi, estendere il tempo pieno e allineare la rete scolastica italiana agli standard europei.
Paritarie e stipendi: le altre spine della Manovra
Il comunicato evidenzia inoltre una netta disparità di trattamento: se da un lato si riducono le risorse per la scuola statale, dall’altro l’articolo 104 della Manovra rifanzia per 20 milioni di euro il buono da 1.500 euro destinato alle scuole paritarie.
A completare il quadro c’è il nodo contrattuale. Nessuno stanziamento è stato previsto per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2025-2027. Di fronte a un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto di stipendi già fra i più bassi d’Europa, la misura governativa della detassazione del salario accessorio (fino a 800 euro) viene giudicata del tutto insufficiente, anche perché esclusiva di una platea ristretta di lavoratori.
Verso la mobilitazione del 20 novembre
La risposta del sindacato non si farà attendere. Schierandosi al fianco dei movimenti studenteschi scesi in piazza nelle ultime settimane, la FLC CGIL ha confermato l’adesione allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla CGIL per l’intero comparto dell’istruzione e della ricerca.
Come ribadito da Gianna Fracassi, la situazione del settore ha ormai superato il livello di guardia: «Non è più sostenibile lavorare senza contratto, senza organici e senza il rispetto che merita l’istruzione del nostro Paese».