Educazione sessuo-affettiva a scuola: la Cassazione dà il via libera al referendum abrogativo
Il cammino verso l’introduzione dell’educazione sessuologica e affettiva nelle scuole italiane segna un passaggio cruciale. La Suprema Corte di Cassazione ha ufficialmente riconosciuto e validato la richiesta di referendum abrogativo,

Il cammino verso l’introduzione dell’educazione sessuologica e affettiva nelle scuole italiane segna un passaggio cruciale. La Suprema Corte di Cassazione ha ufficialmente riconosciuto e validato la richiesta di referendum abrogativo, certificando la regolarità delle firme e il pieno superamento della soglia minima dei 500.000 consensi. Si tratta del primo, decisivo traguardo per una mobilitazione popolare che ha saputo raccogliere in sei mesi oltre 576.000 adesioni in tutto il Paese.
Gli obiettivi del quesito: cancellare la “Legge Valditara”
Il comitato promotore punta ad azzerare le barriere normative per consentire l’inserimento strutturale dei percorsi di educazione affettiva e sessuale all’interno degli istituti di ogni ordine e grado. Nel mirino del quesito referendario c’è la recente Legge n. 104/2026 (nota anche come DDL Valditara).
La norma attualmente in vigore introduce l’obbligo del “consenso informato preventivo” da parte dei genitori per le iniziative rivolte alle scuole secondarie, imponendo al contempo il divieto assoluto di svolgere attività didattiche o progettuali legate alla sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie.
L’attesa per il vaglio della Consulta
Nonostante il giudizio positivo della Cassazione sulla legittimità formale e sul numero di firme raccolte, l’iter non è ancora concluso. Per fare in modo che i cittadini possano esprimersi direttamente nelle urne, manca infatti l’ultimo e fondamentale banco di prova: il vaglio di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale. Sarà la Consulta a dover accertare la chiarezza del quesito e la sua aderenza ai principi della Carta costituzionale.
FLC CGIL: “Una battaglia di civiltà per l’autonomia e la prevenzione”
In attesa del pronunciamento del Giudice delle leggi, arrivano già le prime prese di posizione da parte del mondo sindacale e scolastico. La FLC CGIL ha espresso piena condivisione per gli obiettivi della consultazione popolare, definendo l’educazione affettiva a scuola come “una battaglia di civiltà e una necessità non più rinviabile” per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e per garantire lo sviluppo integrale della persona.
Se la Consulta darà il via libera definitivo al quesito, la sigla sindacale ha fatto sapere che si schiererà in prima linea per il “Sì”, impegnandosi attivamente nell’informazione dei lavoratori della scuola e dell’opinione pubblica a sostegno dell’autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e del diritto alla formazione delle nuove generazioni.