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La mappa delle occupazioni si allarga a Genova: “Meno armi, più fondi per le scuole”

Si estende a macchia d’olio la protesta degli studenti genovesi. A due settimane dai primi segnali di mobilitazione, la mappa degli istituti secondari occupati capillarmente sul territorio cittadino continua ad

La mappa delle occupazioni si allarga a Genova: “Meno armi, più fondi per le scuole”
  • PublishedOttobre 27, 2026
Sciopero scuola, 100.000 studenti in piazza. Valditara: “Ben venga il dialogo”

Si estende a macchia d’olio la protesta degli studenti genovesi. A due settimane dai primi segnali di mobilitazione, la mappa degli istituti secondari occupati capillarmente sul territorio cittadino continua ad allargarsi ora dopo ora, intrecciandosi con le adesioni allo sciopero nazionale dei sindacati di base indetto per venerdì 30 ottobre. Al centro delle rivendicazioni vi sono il contrasto al carovita, la richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e il no deciso al dirottamento delle risorse verso le spese militari.

Le prime fiammate: dal Gobetti al Klee-Barabino

A fare da apripista alla protesta sono stati gli studenti del liceo Gobetti di Sampierdarena, che hanno terminato la loro occupazione dopo una settimana intensa. “Abbiamo dimostrato che gli studenti non sono spettatori passivi, ma una comunità viva che sa alzare la testa”, hanno rivendicato sui social i ragazzi del collettivo. Un’esperienza segnata anche da un forte valore simbolico: il 12 ottobre scorso, durante un presidio in via Cantore, gli studenti avevano accolto il corteo dei lavoratori dell’ex Ilva con applausi e striscioni di solidarietà.

Sulla scia del Gobetti la protesta si è subito estesa al liceo Lanfranconi di Voltri e alla sede di Salita delle Battistine del liceo artistico Klee-Barabino (mentre sono rimaste regolari le lezioni nelle sedi di viale Orti Sauli e Quarto). “Non ci stiamo a frequentare scuole che cadono a pezzi mentre miliardi vengono spesi in armi e guerre”, hanno denunciato chiaramente i collettivi per spiegare le ragioni dello stato di agitazione.

La situazione oggi: via libera al Montale, tensione al Pertini

La mobilitazione sta toccando in queste ore anche altri grandi plessi cittadini. Al liceo Montale di via Timavo, dopo un’assemblea gremita tenutasi martedì mattina sul piazzale antistante l’istituto, gli studenti hanno votato a maggioranza per dare il via all’occupazione.

Tensione invece al liceo Pertini, uno dei più popolosi della città. Nella succursale di corso Magenta la trattativa tra gli studenti — determinati a occupare — e la dirigenza si trova in una fase di stallo. Già nella giornata di ieri le lezioni sono state sospese per lasciare spazio all’assemblea; al termine del confronto con la presidenza, tuttavia, l’istituto è rimasto chiuso. Come chiarito dal dirigente scolastico Cavanna, “non c’erano le condizioni di sicurezza per consentire l’ingresso in classe”.

L’esperimento dell’Agrario Marsano

La protesta tocca anche gli istituti tecnici e professionali, come l’agrario Marsano. Se nella sede di Molassana l’occupazione si è conclusa domenica, in quella di Sant’Ilario i cancelli sono stati bloccati lunedì 26 ottobre, superando le proposte della presidenza che puntavano invece a un regime di autogestione.

I ragazzi hanno comunque scelto di mantenere un profilo d’attenzione verso le fragilità: un intero piano dell’istituto è stato infatti lasciato libero e accessibile per garantire la continuità didattica e il sostegno agli studenti con disabilità gravi, assicurando al contempo il passaggio dei mezzi per l’assistenza.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011