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L’Italia si ferma per lo sciopero generale dell’USB: a rischio scuola, sanità e trasporti, ma i treni viaggeranno regolarmente

Un venerdì di passione si preannuncia per la giornata di domani, 30 ottobre, a causa dello sciopero generale di 24 ore indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB), che chiama a

L’Italia si ferma per lo sciopero generale dell’USB: a rischio scuola, sanità e trasporti, ma i treni viaggeranno regolarmente
  • PublishedOttobre 29, 2026

Un venerdì di passione si preannuncia per la giornata di domani, 30 ottobre, a causa dello sciopero generale di 24 ore indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB), che chiama a incrociare le braccia i lavoratori di tutti i settori pubblici e privati. Una mobilitazione nazionale per contestare l’aumento del costo della vita, le politiche salariali e il carovita, oltre a chiedere lo spostamento delle risorse pubbliche dalla spesa militare ai servizi essenziali come scuola e sanità.

La protesta vedrà cortei e manifestazioni in almeno 50 città distribuite su 18 regioni — da Trieste a Palermo, passando per Milano e Roma — e si collegherà a una mobilitazione di respiro europeo che coinvolgerà anche i lavoratori portuali in chiave anti-bellica.

Scuola e sanità verso il blocco: garantite solo le urgenze

I disagi maggiori per la cittadinanza si concentreranno nei comparti dell’istruzione e della salute. Allo sciopero dell’USB si è unita la sigla scolastica USI-CIT: le lezioni e le attività didattiche saranno a forte rischio stop negli istituti di ogni ordine e grado.

Sul fronte sanitario, l’astensione dal lavoro del personale medico e amministrativo potrebbe causare rallentamenti, rinvii e cancellazioni delle prestazioni ambulatoriali e degli esami programmati. Saranno comunque garantiti, come di consueto, i servizi minimi essenziali e le prestazioni di pronto soccorso.

Trasporti: caos nei cieli e per i bus, ma il Ministero frena i treni

Disagi diffusi interesseranno il trasporto pubblico locale (con orari e fasce di garanzia stabiliti a livello municipale), il settore marittimo e il comparto aereo, per il quale è previsto uno stop di 24 ore. Per la rete autostradale, le proteste hanno preso il via già dalla serata di giovedì 29 ottobre.

La vera novità riguarda però il trasporto ferroviario: la paventata paralisi sui binari è stata sventata in estrema ratio da un provvedimento di precettazione emesso dal Ministero dei Trasporti. Il Ministero ha motivato la decisione con la necessità di tutela dei cittadini in vista del lungo ponte di Ognissanti e della commemorazione dei defunti. Di conseguenza, Ferrovie dello Stato ha confermato che la mobilitazione dei ferrovieri è stata differita e i treni circoleranno regolarmente secondo il consueto orario di servizio.

Viminale in allerta per i cortei

Dopo i disordini e i momenti di tensione registrati nelle manifestazioni dello scorso 17 ottobre, l’attenzione delle forze dell’ordine e dei prefetti è ai livelli massimi. Le istituzioni hanno intensificato i contatti con gli organizzatori delle sfilate e predisposto un articolato piano di sicurezza che prevede monitoraggi territoriali e controlli preventivi sulla rete per prevenire eventuali infiltrazioni violente.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011