“Bocciata dalla Regione su Google Street View”: il TAR salva la scuola d’infanzia di Palermo
Guardare un edificio dallo schermo di un computer non equivale a varcarne la soglia di persona, soprattutto quando si tratta di valutare se sia sicuro e idoneo ad accogliere dei

Guardare un edificio dallo schermo di un computer non equivale a varcarne la soglia di persona, soprattutto quando si tratta di valutare se sia sicuro e idoneo ad accogliere dei bambini. È l’amara constatazione al centro di un paradossale caso burocratico scoppiato a Palermo, dove un’amministrazione pubblica ha bocciato una scuola d’infanzia basandosi unicamente sulle immagini d’archivio reperite su Internet.
La vicenda nasce dal rifiuto opposto da un ente regionale alla richiesta di parità scolastica avanzata dall’istituto per l’anno 2026/2027. Secondo gli uffici pubblici, l’immobile presentava insormontabili barriere architettoniche e uno spazio esterno inadeguato al gioco all’aperto. Peccato che, per giungere a questa conclusione e giudicare l’altezza dell’edificio o la presenza di gradini, i tecnici non abbiano mai varcato il cancello della struttura, preferendo affidarsi alle panoramiche virtuali di Google Street View.
Decisi a proteggere l’attività e a garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, i gestori della scuola hanno impugnato il provvedimento dinanzi alla giustizia amministrativa, depositando perizie tecniche ed autorizzazioni sanitarie regolarmente rilasciate. L’istituto ha così dimostrato come la “supervisione digitale” avesse completamente ignorato la presenza di una rampa di accesso per disabili, regolarmente esistente ma mai censita dalle verifiche virtuali dell’ente. A complicare il quadro, anche un cavillo burocratico: un’autorizzazione sanitaria rifiutata per un banale refuso nell’indirizzo, peraltro già corretto.
A mettere la parola fine alla surreale vicenda è intervenuto il TAR della Sicilia (Sezione Seconda), che con l’ordinanza n. 569/2026, pubblicata lo scorso 12 settembre, ha accolto il ricorso cautelare della scuola. I magistrati hanno censurato senza appello l’operato dell’amministrazione, definendolo incompleto e superficiale.
Nelle motivazioni della decisione, i giudici hanno chiarito un principio fondamentale: sebbene le foto online possano giustificare un approfondimento istruttorio, esse «non sono di per sé decisive rispetto a questioni tecniche». La verifica di pendenze, rampe e conformazione degli spazi richiede sopralluoghi sul campo e misurazioni reali, non giudizi affrettati formulati davanti a un monitor. Anche il rifiuto del documento sanitario per mero errore materiale è stato bolla come un pretesto privo di logica.
Grazie alla decisione del tribunale amministrativo, il rischio di veder saltare l’anno scolastico è stato scongiurato. Ora la Regione sarà costretta a riaprire la pratica e ad effettuare controlli reali, inviando un tecnico di persona per una vera ispezione entro i prossimi due mesi.