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Scuola all’estero, la Cassazione dà ragione ai docenti: illegittima la trattenuta sull’assegno di sede

La Corte di Cassazione si è pronunciata in via definitiva a favore del personale della scuola italiana in servizio all’estero, dipendente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dichiarando illegittima la

Scuola all’estero, la Cassazione dà ragione ai docenti: illegittima la trattenuta sull’assegno di sede
  • PublishedGennaio 4, 2026

La Corte di Cassazione si è pronunciata in via definitiva a favore del personale della scuola italiana in servizio all’estero, dipendente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dichiarando illegittima la trattenuta applicata sull’assegno di sede a titolo di “conglobamento”.

Con quattro decreti pubblicati il 31 dicembre 2025, la Suprema Corte ha chiuso definitivamente il contenzioso promosso dalla UIL Scuola Estero contro il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), ritenendo manifestamente infondata la tesi sostenuta dall’Amministrazione.

Al centro della controversia vi era una trattenuta mensile di 46,52 euro applicata sull’Indennità di Sede Estera (Ise), indicata nei cedolini stipendiali con la voce “Conglobamento”. Una decurtazione che, secondo la Cassazione, non trovava adeguato fondamento normativo.

«Si tratta di un riconoscimento importante per il personale della scuola all’estero», ha dichiarato Angelo Luongo, responsabile della UIL Scuola Estero. «La Cassazione ha affermato un principio chiaro: i diritti retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori vanno rispettati, senza forzature e senza interpretazioni penalizzanti. Dopo anni di contenzioso viene finalmente riconosciuta un’ingiustizia che abbiamo sempre denunciato».

Le decisioni della Suprema Corte rappresentano una vittoria significativa per centinaia di lavoratrici e lavoratori, ponendo fine a una lunga battaglia giudiziaria e aprendo ora la strada alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute.

La Corte ha confermato integralmente la linea difensiva sostenuta dalla UIL Scuola Estero, che, attraverso l’azione legale degli avvocati Domenico Naso e Francesca Virga, dell’Ufficio legale nazionale del sindacato, ha ottenuto il pieno riconoscimento delle ragioni del personale coinvolto.

«Ora il nostro impegno sarà massimo affinché le sentenze trovino piena e rapida applicazione», ha concluso Luongo, sottolineando come la pronuncia della Cassazione rappresenti un precedente fondamentale a tutela dei diritti del personale scolastico italiano all’estero.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011