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Anonimato nelle prove scritte: il Consiglio di Stato conferma l’obbligo anche dopo l’abrogazione della norma specifica

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6284/2025, pubblicata lo scorso 17 luglio, ha ribadito che l’obbligo di anonimato nelle prove concorsuali scritte resta in vigore, nonostante l’abrogazione dell’art.

Anonimato nelle prove scritte: il Consiglio di Stato conferma l’obbligo anche dopo l’abrogazione della norma specifica
  • PublishedLuglio 22, 2025

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6284/2025, pubblicata lo scorso 17 luglio, ha ribadito che l’obbligo di anonimato nelle prove concorsuali scritte resta in vigore, nonostante l’abrogazione dell’art. 14 del DPR 487/1994.

Sebbene tale articolo disciplinasse in modo dettagliato le modalità di svolgimento delle prove scritte, la sua eliminazione non incide sul principio dell’anonimato, che trova un fondamento solido nei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.).

Un principio costituzionalmente garantito

La giurisprudenza amministrativa ha da sempre sottolineato il legame tra anonimato, uguaglianza e trasparenza, ritenendolo un corollario essenziale per garantire la regolarità dei concorsi pubblici.

Pertanto, l’abrogazione di una norma secondaria non può mettere in discussione un principio che affonda le radici nella Costituzione e che è stato costantemente ribadito dalla giurisprudenza consolidata.

Il nuovo quadro normativo: il riferimento al DLgs 165/2001

Nonostante l’eliminazione dell’art. 14, il DPR 82/2023 ha introdotto, all’art. 8, comma 3, del DPR 487/1994, un riferimento esplicito alle modalità di svolgimento delle prove concorsuali previste dal DLgs 165/2001.

In particolare, l’art. 35-quater del DLgs 165/2001 stabilisce che le procedure di reclutamento devono garantire imparzialità, integrità delle prove e trasparenza, elementi che includono necessariamente il rispetto dell’anonimato.

Il Consiglio di Stato ha quindi confermato che l’anonimato rimane un requisito obbligatorio, anche se la norma che lo regolava in maniera puntuale è stata abrogata. La ratio di questa posizione è chiara: evitare ogni forma di favoritismo e garantire parità di trattamento tra i candidati.

Conseguenze per i concorsi futuri

La sentenza ha implicazioni dirette per i prossimi concorsi, in particolare quelli per il personale docente, e conferma che:

  • Le prove scritte devono restare anonime, salvo i casi in cui ciò sia materialmente impossibile (ad esempio, nelle prove pratiche con interazione diretta tra candidato e commissione).
  • L’Amministrazione non può giustificare deroghe all’anonimato facendo riferimento alla semplice abrogazione dell’art. 14 del DPR 487/1994, in quanto il principio è tutelato da norme di rango superiore.
  • La pronuncia rafforza la tutela dei candidati, imponendo alle commissioni concorsuali di adottare modalità trasparenti e imparziali, per evitare valutazioni influenzate dall’identità dei partecipanti.

Autore

  • La Redazione

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