PNRR3, ecco quando la suddivisione dei posti
Si è svolta nel pomeriggio di martedì 23 settembre un’informativa sindacale tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola, durante la quale sono stati forniti
Si è svolta nel pomeriggio di martedì 23 settembre un’informativa sindacale tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola, durante la quale sono stati forniti nuovi dettagli sul prossimo concorso nazionale per l’immissione in ruolo dei docenti, noto come PNRR 3.
Secondo quanto comunicato dai rappresentanti ministeriali, il bando sarà pubblicato tra ottobre e novembre 2025. Il concorso si inserisce nell’ambito degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e riguarderà un ampio contingente di assunzioni spalmato su tre anni scolastici: 2025/26, 2026/27 e 2027/28.
Oltre 58 mila posti disponibili
Nel dettaglio, i posti messi a bando saranno:
- 30.759 per la scuola secondaria di primo e secondo grado,
- 27.376 per l’infanzia e la primaria,
per un totale di 58.135 cattedre, tra posti comuni e di sostegno.
Suddivisione dei posti per regione: attesa a breve
Una delle richieste avanzate dai sindacati ha riguardato la distribuzione dei posti per regione e per classe di concorso, ancora non ufficializzata. Il Ministero ha assicurato che la suddivisione è quasi pronta e sarà inviata nei prossimi giorni agli Uffici Scolastici Regionali e alle organizzazioni sindacali. L’ipotesi è che la ripartizione possa essere comunicata già entro la prossima settimana.
Questa informazione è particolarmente attesa dai candidati, in quanto permetterà loro di valutare con maggiore consapevolezza la scelta della regione e della classe di concorso per cui presentare domanda, ricordando che ciascun partecipante potrà concorrere per una sola regione e per una sola classe, distinta per grado scolastico (secondaria di primo o secondo grado) e per il sostegno.
Il concorso rientra tra le principali misure del PNRR per la scuola, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dell’insegnamento e ridurre il precariato, in linea con gli standard europei.