Posizioni economiche ATA: sedi insufficienti e disagi per le prove finali. La CISL Scuola chiede una revisione immediata del piano regionale
Le prove finali per l’assegnazione delle posizioni economiche del personale ATA si terranno a metà dicembre, ma già in questa fase preparatoria stanno emergendo criticità significative. L’organizzazione delle sedi individuate
Le prove finali per l’assegnazione delle posizioni economiche del personale ATA si terranno a metà dicembre, ma già in questa fase preparatoria stanno emergendo criticità significative. L’organizzazione delle sedi individuate per le prove computer based, infatti, si sta rivelando insufficiente e poco funzionale: moltissimi aspiranti sono stati assegnati a istituti situati in una provincia diversa da quella di servizio, con inevitabili disagi logistici, costi aggiuntivi e difficoltà nella gestione degli spostamenti.
Un problema che, secondo la CISL Scuola, poteva e doveva essere evitato. Il sindacato chiede all’Amministrazione, a tutti i livelli, un intervento urgente per modificare il piano regionale di assegnazione delle sedi e degli abbinamenti del personale, garantendo almeno una sede disponibile in ogni provincia, così che ogni candidato possa sostenere la prova nel territorio in cui presta servizio.
I tempi sono stretti, ma – sottolinea la CISL Scuola – ancora sufficienti per correggere una pianificazione inadeguata e assicurare a tutti condizioni più sostenibili per la partecipazione alle prove.
Guardando oltre l’emergenza attuale, il sindacato pone anche un tema di metodo: per il futuro, occorrono procedure più snelle, semplici e gestibili, che non replichino le complicazioni tipiche dei concorsi pubblici. Le posizioni economiche rappresentano infatti una misura di valorizzazione professionale dell’impegno del personale ATA e non dovrebbero trasformarsi in un percorso ad ostacoli, con carichi organizzativi e disagi persino superiori a quelli di un concorso tradizionale.
La CISL Scuola ribadisce quindi la necessità di un cambio di passo: servono scelte organizzative più vicine alle esigenze del personale, capaci di riconoscere concretamente il valore del lavoro svolto nelle scuole e di rendere più equo e accessibile l’intero processo di attribuzione delle posizioni economiche.