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Riforma degli istituti tecnici al via dal 2026/27: più flessibilità senza cambiare gli indirizzi

La riforma degli istituti tecnici entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto giovedì 12 febbraio presso il Ministero dell’Istruzione e del

Riforma degli istituti tecnici al via dal 2026/27: più flessibilità senza cambiare gli indirizzi
  • PublishedFebbraio 14, 2026

La riforma degli istituti tecnici entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto giovedì 12 febbraio presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, dedicato alle innovazioni introdotte dal Decreto-legge 144/2022 (articoli 26 e 26-bis), nell’ambito degli obiettivi del PNRR – Missione 4, Componente 1, Riforma 1.1. Successivamente, il Decreto-legge 45/2025 ha definito l’avvio operativo della riforma, individuando il PECUP e il nuovo curricolo dei percorsi di istruzione tecnica.

Più attrattività senza rivoluzioni

L’Amministrazione ha chiarito che la riforma mira a rendere più attrattivi gli istituti tecnici, oggi scelti da circa il 30-31% degli studenti, senza tuttavia modificare radicalmente l’impianto esistente.

Restano infatti invariati i due settori:

  • “Amministrazione, finanza e marketing”
  • “Tecnologico-ambientale”

Confermati anche gli indirizzi attuali: due per il primo settore e nove per il secondo. La scelta, spiegano dal Ministero, punta a garantire continuità e stabilità, evitando cambiamenti strutturali che potrebbero disorientare famiglie e studenti.

Linee guida in arrivo per l’intero quinquennio

Per completare il quadro normativo mancano ancora due passaggi: l’emanazione delle Linee guida e la declinazione degli ambiti disciplinari nelle relative classi di concorso.

Le Linee guida saranno pubblicate in tempi brevi e, diversamente da quanto avvenuto in passato per gli istituti professionali, riguarderanno l’intero percorso quinquennale e non saranno suddivise tra biennio e triennio.

Le classi di concorso resteranno sostanzialmente quelle già previste negli attuali percorsi. Le compresenze saranno distribuite lungo tutto il quinquennio.

Nuovo equilibrio tra area comune e indirizzo

La riforma introduce una struttura articolata in due grandi aree:

  • Area di istruzione generale nazionale, comune a tutti i settori e indirizzi, che comprende ambiti linguistico, matematico, storico-geografico, giuridico-economico, scienze motorie e religione cattolica.
  • Area di indirizzo flessibile, dedicata alle scienze sperimentali, agli elementi di base e a quelli caratterizzanti ciascun indirizzo.

Prevista anche una quota di curricolo affidata all’autonomia delle scuole, con un peso crescente nel corso del quinquennio:

  • 132 ore nel primo biennio
  • 198 ore nel secondo biennio
  • 231 ore nel quinto anno

L’orario settimanale sarà generalmente di 32 ore nei primi quattro anni e di 30 ore nell’ultimo anno.

Dal 2027/28 sperimentazione nei CPIA

A partire dall’anno scolastico 2027/2028 è prevista, in via sperimentale, la possibilità di attivare percorsi di secondo livello anche presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), qualora tali percorsi non siano già erogati in rete dalle scuole secondarie di secondo grado o risultino insufficienti rispetto alla domanda del territorio.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011