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Scuola primaria, via libera del CSPI ai corsi sul metodo Pizzigoni: sì alla formazione, ma con modifiche

Parere favorevole, ma accompagnato da osservazioni puntuali e richieste di modifica. Nell’adunanza plenaria svoltasi oggi, 13 febbraio, in modalità telematica, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso all’unanimità

Scuola primaria, via libera del CSPI ai corsi sul metodo Pizzigoni: sì alla formazione, ma con modifiche
  • PublishedFebbraio 14, 2026

Parere favorevole, ma accompagnato da osservazioni puntuali e richieste di modifica. Nell’adunanza plenaria svoltasi oggi, 13 febbraio, in modalità telematica, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale riguardante i «corsi di differenziazione didattica a metodo Pizzigoni per la scuola primaria».

Il pronunciamento si sostanzia in considerazioni e proposte migliorative che intervengono su diversi aspetti del provvedimento, a partire dalla definizione del profilo professionale dei docenti.

Formazione centrale per la qualità del sistema

Il CSPI ha espresso apprezzamento per la definizione del profilo del docente di scuola primaria che consegue il titolo di differenziazione didattica a metodo Pizzigoni, così come delineato nell’allegato A dello schema di decreto. La formazione, sottolinea il Consiglio, rappresenta un elemento cruciale per lo sviluppo professionale degli insegnanti e per la qualità complessiva del sistema educativo.

Allo stesso tempo, l’organo consultivo ha chiesto alcune modifiche puntuali alle definizioni contenute nell’allegato, ritenendo necessario un maggiore chiarimento di specifici passaggi.

Requisiti dei formatori e accesso più flessibile

Tra le proposte avanzate figura l’inserimento di un ulteriore allegato che definisca in modo chiaro i requisiti dei docenti formatori impegnati nei corsi di differenziazione didattica Pizzigoni.

Il CSPI ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire un adeguato numero di docenti formati nelle scuole che adottano il metodo Pizzigoni, suggerendo una possibile maggiore flessibilità nell’accesso ai corsi. In particolare, si propone di consentire l’iscrizione anche agli studenti del corso di laurea in Scienze della formazione primaria iscritti almeno al terzo anno, purché abbiano conseguito almeno 150 Crediti Formativi Universitari entro la scadenza per la presentazione della domanda.

In questo caso, il diploma di specializzazione in differenziazione didattica Pizzigoni assumerebbe valore legale solo dopo l’acquisizione dell’abilitazione specifica all’insegnamento.

Osservazioni sull’articolato del decreto

Nel merito dell’articolato, il CSPI suggerisce infine di eliminare la lettera e) del comma 6 dell’articolo 1, ritenendo la disposizione ridondante rispetto alla precedente lettera d). Secondo il Consiglio, infatti, tutti gli insegnanti abilitati iscritti nelle graduatorie di istituto risultano già necessariamente inseriti anche nelle GAE o nelle GPS.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011