Scontro sui percorsi di specializzazione per il sostegno: INDIRE e TFA a confronto
Si riaccende il dibattito sulla formazione dei docenti di sostegno dopo l’entrata in vigore del Decreto legge n. 127 del 9 settembre 2025, che ha disposto l’avvio di un nuovo
Si riaccende il dibattito sulla formazione dei docenti di sostegno dopo l’entrata in vigore del Decreto legge n. 127 del 9 settembre 2025, che ha disposto l’avvio di un nuovo ciclo di percorsi INDIRE per il conseguimento della specializzazione, da concludersi entro il 31 dicembre 2026. Secondo quanto trapela dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, il bando sarebbe imminente e il titolo potrebbe essere conseguito già entro il 30 giugno 2026, in tempo utile per lo scioglimento della riserva nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) 2026-2028.
La questione è tornata al centro dell’attenzione proprio in concomitanza con l’apertura delle GPS, alimentando il confronto – e le polemiche – sul rapporto tra i percorsi attivati da INDIRE e il TFA ordinario.
Il nodo dell’allegato A7
Al centro delle contestazioni c’è l’allegato A7 dell’ordinanza ministeriale sulle GPS, pubblicata lo scorso 20 febbraio. La tabella di valutazione assegna 12 punti, ai fini dell’accesso alla prima fascia su sostegno, anche a chi ha conseguito la specializzazione attraverso i percorsi INDIRE, introdotti lo scorso anno e rivolti in particolare a docenti con titolo estero o con pluriennale servizio sul sostegno.
Una scelta che non convince una parte del mondo della scuola. Secondo diversi osservatori, infatti, tali percorsi non sarebbero pienamente equiparabili al TFA “tradizionale”, ritenuto più selettivo e strutturato in ambito universitario. Sul tema è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare.
L’intervento di Irene Manzi
A intervenire è stata Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, che ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito per chiedere chiarimenti sulla valutazione dei titoli nelle GPS.
“Ritengo che equiparare i titoli frutto del percorso INDIRE al percorso TFA sia una scelta che rischia di penalizzare chi ha affrontato un percorso selettivo, universitario e altamente professionalizzante”, ha dichiarato.
Secondo Manzi, è necessario garantire una valutazione adeguata del TFA, nel rispetto del principio di meritocrazia e della qualità dell’inclusione scolastica. “Siamo consapevoli delle criticità legate alla formazione sul sostegno – ha aggiunto – ma chiediamo criteri trasparenti, coerenti e rispettosi del valore della formazione specifica, nell’interesse degli insegnanti e soprattutto degli studenti con disabilità”.