Reclutamento docenti, Pittoni: “Dal 2026 elenchi regionali e stop al selezionificio”
Nuove prospettive per il reclutamento dei docenti a partire dall’anno scolastico 2026/2027. A delinearle è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del
Nuove prospettive per il reclutamento dei docenti a partire dall’anno scolastico 2026/2027. A delinearle è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, intervenuto in un dialogo con i docenti sul tema del cosiddetto “doppio canale di reclutamento”.
Al centro della proposta vi è l’introduzione degli elenchi regionali, una novità che, secondo Pittoni, rappresenta un passaggio significativo anche sul piano europeo. Si tratterebbe infatti della prima apertura da parte della Commissione europea a forme di reclutamento strutturali che non prevedano ulteriori prove selettive, superando il modello basato su concorsi ripetuti nel tempo.
Un cambiamento che intende porre fine a quello che viene definito il “selezionificio” senza fine, un sistema che negli anni ha costretto migliaia di docenti precari a partecipare a continue procedure selettive, spesso senza sbocchi concreti in termini di stabilizzazione.
Nella visione delineata da Pittoni, gli elenchi regionali consentirebbero un accesso più lineare al ruolo, valorizzando il servizio già svolto e riducendo il ricorso a meccanismi concorsuali seriali. Una soluzione che si inserisce nel più ampio dibattito sul superamento del precariato storico nella scuola.
In prospettiva, una volta conclusa la fase di reclutamento legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’obiettivo indicato è quello di rendere pienamente operativo il doppio canale di reclutamento, basato su concorsi e Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). Secondo Pittoni, nessuna categoria di docenti dovrebbe essere esclusa da questo sistema, in coerenza con quanto previsto dal disegno di legge n. 1920 del 2020.