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Concorsi PNRR, docenti idonei contro la paralisi delle immissioni in ruolo: coinvolta anche la Commissione europea

Continua la “battaglia” dei docenti idonei dei concorsi PNRR1 e PNRR2 per ottenere il riconoscimento del diritto all’immissione in ruolo. Negli ultimi giorni, il confronto ha assunto una dimensione europea,

Concorsi PNRR, docenti idonei contro la paralisi delle immissioni in ruolo: coinvolta anche la Commissione europea
  • PublishedAgosto 31, 2025

Continua la “battaglia” dei docenti idonei dei concorsi PNRR1 e PNRR2 per ottenere il riconoscimento del diritto all’immissione in ruolo.

Negli ultimi giorni, il confronto ha assunto una dimensione europea, con l’interessamento diretto della Commissione europea, alla quale i docenti hanno chiesto di verificare se le attuali procedure italiane siano coerenti con le norme UE e con le condizioni previste per l’uso dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

“Posti vacanti, scorrimenti bloccati”: la denuncia dei docenti

“Il Governo italiano – scrivono infatti questi docenti in un loro ampio comunicato – ha annunciato l’assunzione di 70.000 docenti come obiettivo strategico del PNRR. Tuttavia, i dati ufficiali mostrano una realtà profondamente diversa: molti dei posti autorizzati non sono stati effettivamente coperti e migliaia di cattedre rimangono vacanti”.

Secondo quanto riportato, lo scorrimento delle graduatorie risulta di fatto bloccato. Anche in presenza di rinunce entro il 30%, non si procede alla surroga dei posti, con la conseguenza che molte cattedre rimangono inutilizzate, pur essendo autorizzate.

Inoltre, viene evidenziato un problema di sovrapposizione tra le graduatorie: molti vincitori del concorso PNRR2 compaiono anche nell’integrazione del 30% del PNRR1. Avendo già accettato il ruolo, non vengono però depennati, impedendo l’accesso agli altri candidati idonei. Questo duplice blocco genera una paralisi del sistema e contraddice gli obiettivi del PNRR, che mirano alla stabilizzazione del personale scolastico.

La risposta della Commissione europea: “Nessun vincolo agli scorrimenti”

“Le autorità italiane – scrivono i docenti in una lettera indirizzata alla Commissione – giustificano il mancato scorrimento sostenendo che ciò sarebbe impedito da vincoli imposti dall’Unione Europea. Tuttavia, mai da parte della Commissione è giunta una conferma ufficiale in tal senso”.

In risposta, Europe Direct Contact Centre – il centro informativo europeo che raccoglie segnalazioni dai cittadini UE – ha ribadito che:

Il PNRR non finanzia direttamente le assunzioni, ma sostiene l’adozione di una riforma del processo di selezione e qualificazione proposta dall’Italia, finalizzata anche all’assunzione di nuovi docenti”.

Inoltre, viene chiarito che:

Il 30% delle nuove assunzioni tramite concorsi pubblici sarà riservato a docenti con almeno 36 mesi di esperienza di insegnamento a tempo determinato, per limitare l’abuso dei contratti a termine”.

La Commissione: “Nessun obbligo per l’Italia di assumere a tempo indeterminato”

Pur sollecitando misure per limitare il precariato, la Commissione sottolinea:

La Commissione europea non ha competenza diretta per imporre all’Italia di assumere insegnanti a tempo indeterminato, né per determinare le modalità del reclutamento.
Spetta esclusivamente agli Stati membri decidere come adempiere all’obbligo di evitare abusi nei contratti a termine”.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte chiarito che l’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato:

  • Non impone la trasformazione automatica dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato
  • Lascia agli Stati membri la libertà di scelta su come contrastare l’abuso
  • Consente all’UE, nel settore dell’istruzione, solo di sostenere e coordinare, non di sostituirsi alle competenze nazionali

Procedura di infrazione ancora in corso contro l’Italia

In merito alla reiterazione dei contratti a tempo determinato, la Commissione ha ricordato che:

È tuttora in corso una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per la mancata applicazione della regola comunitaria che vieta l’abuso dei contratti a termine”.

Conclusioni: tutto fermo, e la responsabilità resta agli Stati

Nulla cambia, dunque, rispetto a quanto già dichiarato in passato dalla Commissione:

Ogni Stato membro ha la piena responsabilità delle proprie scelte in materia di reclutamento scolastico, compresi tempi, modalità e criteri per l’assunzione degli insegnanti”.

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Autore

  • La Redazione

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