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Indire: “Anticipare per governare il cambiamento” – Il sistema educativo italiano alla prova delle trasformazioni demografiche

“Anticipare per governare il cambiamento. Il Sistema di Istruzione e Formazione di fronte alle sfide del cambiamento generazionale” è il titolo del nuovo documento pubblicato da Indire, frutto del lavoro

Indire: “Anticipare per governare il cambiamento” – Il sistema educativo italiano alla prova delle trasformazioni demografiche
  • PublishedAgosto 14, 2025

“Anticipare per governare il cambiamento. Il Sistema di Istruzione e Formazione di fronte alle sfide del cambiamento generazionale” è il titolo del nuovo documento pubblicato da Indire, frutto del lavoro condotto in occasione dell’audizione dell’Istituto presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica.

Il rapporto, disponibile da pochi giorni sul sito ufficiale dell’Istituto, offre un’analisi articolata e approfondita dei principali mutamenti che stanno interessando il sistema educativo italiano, con uno sguardo particolare agli effetti della transizione demografica su organizzazione scolastica, equità educativa e sostenibilità dei servizi nei territori.

Le grandi transizioni che impattano sulla scuola

Il documento descrive come il sistema di istruzione italiano si trovi al centro di quattro grandi transizioni:

  • Demografica
  • Digitale
  • Ecologica
  • Sociale

Già nella prima parte si evidenzia un dato allarmante: tra il 2015/16 e il 2023/24, il numero di studenti è calato di quasi mezzo milione, principalmente a causa della riduzione degli iscritti italiani, solo parzialmente compensata dall’aumento degli studenti stranieri.

Meno scuole, più comprensivi: cambiano le strutture

A questa trasformazione corrisponde anche un ridimensionamento del numero di sedi scolastiche, soprattutto al Sud e nelle isole, e una diminuzione degli istituti principali.

Un cambiamento chiave è stata la sostituzione dei “circoli didattici” con gli “istituti comprensivi”, motivata da ragioni sia organizzative che pedagogiche: si passa così da una continuità didattica orizzontale a una verticale.

Nel documento, Indire sottolinea il potenziale valore degli edifici scolastici dismessi, che potrebbero essere riconvertiti in beni pubblici con nuove funzioni per la collettività.

Il sistema scolastico italiano e i molteplici divari

Il concetto di divario emerge come chiave di lettura per comprendere le diseguaglianze presenti nel sistema educativo:

  • Divari territoriali: isolamento e marginalità delle aree interne;
  • Divari tecnologici: disparità nell’accesso alle infrastrutture e nei livelli di competenza digitale;
  • Divari di competenze: forti differenze sia territoriali che generazionali.

Il futuro passa da piccoli territori, ITS e innovazione degli spazi

La seconda parte del documento si focalizza su alcuni elementi chiave per la trasformazione del sistema educativo:

  • Il sistema integrato 0-6
  • Il ruolo delle aree interne e delle “piccole scuole”
  • L’importanza crescente dell’istruzione terziaria professionalizzante (ITS Academy)
  • L’attenzione all’istruzione degli adulti, spesso trascurata nel dibattito pubblico

Indire sottolinea anche come l’innovazione degli spazi educativi sia centrale per promuovere nuovi modelli organizzativi e metodologici. La prevista riduzione degli studenti impone una ripianificazione degli edifici scolastici, da ripensare come spazi polifunzionali e beni comuni al servizio delle comunità, capaci di ospitare anche attività culturali, sociali ed extrascolastiche.

Scuole come presidi di comunità

Nel corso dell’audizione parlamentare, Indire ha ribadito l’urgenza di ripensare il modello scolastico alla luce della denatalità e della dispersione territoriale, immaginando le scuole del futuro come fulcri urbani e presidi sociali capaci di generare valore per i territori e rispondere in modo resiliente alle trasformazioni in atto.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011