Valutazione dei dirigenti scolastici, la FLC CGIL boccia il sistema: “Manca trasparenza, va completamente rivisto”
Un sistema “ingiusto”, poco trasparente e incapace di rappresentare la complessità del lavoro svolto dai dirigenti scolastici. È un giudizio fortemente critico quello espresso dalla FLC CGIL al termine dell’incontro
Un sistema “ingiusto”, poco trasparente e incapace di rappresentare la complessità del lavoro svolto dai dirigenti scolastici. È un giudizio fortemente critico quello espresso dalla FLC CGIL al termine dell’incontro di informativa che si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito, durante il quale l’amministrazione ha illustrato il decreto relativo agli obiettivi, ai criteri e alle scadenze del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici per l’anno 2026/2027, presentando anche i risultati della valutazione riferita all’anno scolastico 2024/2025.
Secondo il sindacato, gli esiti dell’ultima procedura confermano tutte le perplessità manifestate fin dall’avvio del nuovo sistema, evidenziando gravi criticità sul piano della trasparenza, dell’equità e delle garanzie riconosciute ai dirigenti.
“Troppa discrezionalità nelle valutazioni”
Uno dei punti maggiormente contestati riguarda il ruolo attribuito ai direttori generali degli Uffici scolastici regionali (USR).
Per la FLC CGIL, la valutazione dei comportamenti professionali, dalla quale dipendono sia il punteggio finale sia la retribuzione di risultato, sarebbe stata gestita con un’eccessiva discrezionalità.
Il sindacato denuncia che in diversi casi gli USR avrebbero applicato criteri differenti rispetto a quelli nazionali, arrivando talvolta ad azzerare punteggi per ritardi nelle contrattazioni oppure, al contrario, ad attribuire valutazioni elevate senza un’effettiva verifica delle attività svolte.
Contraddittorio “solo sulla carta”
Nel corso dell’incontro è stata criticata anche la procedura prevista per i reclami.
Secondo la FLC CGIL, il contraddittorio riconosciuto ai dirigenti scolastici sarebbe puramente formale. La documentazione presentata dai dirigenti a sostegno delle proprie osservazioni, sostiene il sindacato, avrebbe inciso solo marginalmente sulle valutazioni finali, con modifiche dei punteggi giudicate sporadiche e spesso arbitrarie.
Organismo di garanzia nel mirino
Altro punto ritenuto particolarmente problematico è il funzionamento dell’Organismo di garanzia nazionale.
Pur potendo esprimere un parere favorevole ai reclami dei dirigenti, le sue decisioni non sono vincolanti. L’ultima parola resta infatti ai direttori generali degli USR, gli stessi che hanno emesso la valutazione contestata.
Per la FLC CGIL si tratta di una evidente criticità, che rischia di svuotare di efficacia l’intero sistema di tutela e di spingere i dirigenti scolastici a rivolgersi direttamente al giudice del lavoro per far valere le proprie ragioni.
Le richieste al Ministero
Il sindacato ha quindi chiesto una revisione complessiva del sistema di valutazione, ritenendolo inadeguato a rappresentare il lavoro dei dirigenti scolastici e incapace di garantire criteri realmente oggettivi e uniformi sul territorio nazionale.
Tra le proposte avanzate figurano:
- una piattaforma informatica più funzionale, consultabile solo dopo il completamento delle procedure e con tempi adeguati per la verifica dei dati;
- una diversa gestione delle posizioni dei dirigenti temporaneamente assegnati ad altri incarichi, evitando che tali situazioni siano assimilate a valutazioni negative;
- il riconoscimento di un ruolo realmente vincolante all’Organismo di garanzia;
- una revisione degli obiettivi previsti per il 2026/2027.
“Sistema ancora troppo burocratico”
Pur riconoscendo alcuni miglioramenti nel linguaggio utilizzato nella bozza del nuovo decreto, la FLC CGIL ritiene che l’impianto rimanga sostanzialmente immutato.
Secondo il sindacato, continua a prevalere una logica burocratica basata su indicatori formali, check-list e adempimenti amministrativi, che non consente di valutare la qualità della leadership educativa né il reale contributo dei dirigenti al miglioramento delle scuole.
Per questo la FLC CGIL annuncia che continuerà a chiedere modifiche al sistema di valutazione, con l’obiettivo di garantire ai dirigenti scolastici procedure fondate su trasparenza, imparzialità e valorizzazione della professionalità.