PNRR 3, esclusioni e disparità: la FLC CGIL pronta a impugnare i bandi
La pubblicazione dei bandi per i nuovi concorsi docenti finanziati con risorse PNRR (fase 3) ha acceso un nuovo fronte di polemica nel mondo della scuola. A pochi giorni dall’uscita
La pubblicazione dei bandi per i nuovi concorsi docenti finanziati con risorse PNRR (fase 3) ha acceso un nuovo fronte di polemica nel mondo della scuola. A pochi giorni dall’uscita dei decreti DDG 2938 e 2939 del 9 ottobre 2025 – rispettivamente per infanzia/primaria e secondaria – la FLC CGIL denuncia gravi criticità nei criteri di ammissione e annuncia la decisione di impugnare i bandi.
Al centro della contestazione c’è la possibilità, prevista nei bandi, di iscriversi “con riserva” al concorso, a condizione che l’abilitazione o la specializzazione su sostegno vengano conseguite entro il 31 gennaio 2026.
I grandi esclusi
Una clausola che, secondo il sindacato, comporta l’esclusione ingiustificata di due categorie fondamentali:
- i laureandi in Scienze della Formazione Primaria, che stanno completando il corso abilitante quinquennale e che riuscirebbero comunque a laurearsi entro la scadenza delle prove concorsuali;
- i frequentanti del X ciclo dei percorsi di specializzazione su sostegno, che si concluderanno solo entro il 30 giugno 2026 e richiedono un impegno di almeno 8 mesi.
A questa problematica si aggiunge anche un ulteriore elemento di disparità: l’ammissione con riserva è prevista solo per gli immatricolati all’a.a. 2024/25, escludendo dunque chi, per effetto delle procedure previste dall’art. 13 del DPCM 4 agosto 2023, è stato impropriamente immatricolato all’a.a. 2025/26.
Il rischio: carenza di docenti specializzati
Secondo la FLC CGIL, la decisione del Ministero – motivata con l’obiettivo di raggiungere entro il 30 giugno 2026 il target di 30.000 candidati idonei, richiesto dai vincoli del PNRR – rappresenta una forzatura che rischia di danneggiare gravemente la scuola pubblica.
“È paradossale – sottolinea il sindacato – che si penalizzino proprio quei futuri docenti che stanno affrontando percorsi di formazione seri, lunghi e qualificanti. In molte aree del Paese già si registra una grave carenza di insegnanti specializzati, soprattutto nella scuola primaria e nel sostegno: questi bandi rischiano di aggravare ulteriormente la situazione”.
Verso il ricorso
Per queste ragioni, la FLC CGIL ha annunciato la volontà di impugnare ufficialmente i bandi, ritenendoli discriminatori e lesivi del principio di equità nei concorsi pubblici.
Intanto, cresce la preoccupazione tra aspiranti docenti e università, mentre si attende una presa di posizione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiamato ora a rispondere alle contestazioni e a chiarire i criteri adottati.