Percorsi abilitanti docenti, la Gilda attacca il Ministero: “Distribuzione dei posti lontana dai reali bisogni”
È stato pubblicato ieri, 27 gennaio, il decreto n. 138 del Ministero dell’Università e della Ricerca che autorizza i posti e definisce le modalità di selezione per l’attivazione dei percorsi
È stato pubblicato ieri, 27 gennaio, il decreto n. 138 del Ministero dell’Università e della Ricerca che autorizza i posti e definisce le modalità di selezione per l’attivazione dei percorsi di formazione iniziale dei docenti per l’anno accademico 2025/2026. Si tratta del terzo ciclo dei percorsi abilitanti, ma il provvedimento ha già sollevato forti critiche da parte della Gilda degli Insegnanti.
Il sindacato contesta in particolare la distribuzione dei posti, ritenuta non coerente con le reali esigenze del sistema scolastico e dei territori. «È avvilente sottolineare, ancora una volta, come la distribuzione dei posti non corrisponda alle reali esigenze territoriali», ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana.
Secondo il sindacato, le incongruenze emergono chiaramente analizzando i dati relativi alle singole università. «Presso l’Università di Bari, ad esempio – spiegano dalla Gilda – a fronte di 75 posti per lettere medie e superiori e appena 10 per matematica e fisica, si riscontrano 70 posti di francese e 65 di storia dell’arte». Una situazione analoga, sottolineano, si registra anche in Piemonte e Lombardia, dove i posti messi a disposizione dalle università statali, soprattutto per le classi di concorso STEM, risultano nettamente inferiori rispetto alle cattedre effettivamente disponibili sia per le immissioni in ruolo sia per le supplenze.
Da qui la proposta di un cambio di impostazione nella gestione dei percorsi abilitanti. «Ribadiamo la nostra posizione rispetto a queste procedure – ha concluso Castellana – e riteniamo che dovrebbero essere gli Uffici scolastici regionali a gestire la parte organizzativa di questi percorsi, coordinando le università con risorse interne alle scuole, ripartendo correttamente i posti disponibili per le abilitazioni e, soprattutto, rendendo calmierati o, meglio ancora, gratuiti i corsi per chi aspira a entrare nella scuola».