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Manovra 2027, scontro sui tagli alla scuola: il Mim spiazzato dal Mef, sindacati pronti allo sciopero

La manovra di Bilancio per il 2027 parte subito in salita e mette a nudo una spaccatura interna alla maggioranza di governo, trasformando il capitolo scuola nel fronte caldo della

Manovra 2027, scontro sui tagli alla scuola: il Mim spiazzato dal Mef, sindacati pronti allo sciopero
  • PublishedNovembre 3, 2026

La manovra di Bilancio per il 2027 parte subito in salita e mette a nudo una spaccatura interna alla maggioranza di governo, trasformando il capitolo scuola nel fronte caldo della politica economica. Al centro delle polemiche c’è la scure calata sugli organici degli istituti statali, con la cancellazione di ben 6.974 posti complessivi, suddivisi tra 4.925 docenti dell’organico dell’autonomia e 2.049 unità di personale ATA.

Sorpresa a Viale Trastevere: il caso tra Valditara e Giorgetti

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, la sforbiciata avrebbe colto di sorpresa lo stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito. Durante le riunioni del Consiglio dei ministri l’argomento non sarebbe mai stato oggetto di discussione e le cifre dei tagli sarebbero emerse unicamente all’interno delle tabelle contabili predisposte dal Mef, guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti.

Sul caso è intervenuto anche il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini che, pur difendendo i capisaldi della manovra targati Lega — dal prelievo su banche e assicurazioni fino alla Flat Tax e a Quota 64 —, ha aperto alla possibilità di ritoccare la misura. Salvini ha fatto sapere che i parlamentari del partito sono pronti a presentare emendamenti e correttivi nel corso del passaggio nelle Commissioni parlamentari.

Presidi e sindacati compatti: «Basta sacrificare la scuola»

La reazione del mondo scolastico è unanime e durissima. Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, ha evidenziato come le nuove riduzioni, sommate a quelle già decise con la manovra 2025, portino a un totale di ben 14.808 posti in meno, mettendo seriamente a rischio le attività di potenziamento, la sorveglianza e la sicurezza negli edifici scolastici.

Compatte anche le rappresentanze dei lavoratori, che respingono la tesi secondo cui il calo demografico debba tradursi in un taglio di personale: per Giuseppe D’Aprile della Uil Scuola la denatalità andrebbe usata per rimpicciolire le classi, mentre la Cisl Scuola giudica la scelta «inaccettabile» e la Gilda Unams parla di «ennesima beffa». Dello stesso avviso il sindacato Snals-Confsal con Elvira Serafini, che rifiuta la logica di considerare i lavoratori della scuola come un semplice costo da ridurre.

Mobilitazioni al via: si preannuncia un novembre caldo

La protesta si sposta ora sul piano dell’azione diretta. La Gilda avvierà le mobilitazioni con le proprie Rsu il 6 novembre, mentre per il 20 novembre la Flc Cgil ha proclamato uno sciopero generale di settore insieme alla confederazione. Cisl Scuola e Anief si dicono pronte a scendere in piazza se il governo non farà marcia indietro; in particolare, il presidente dell’Anief Marcello Pacifico contesta la mancanza di garanzie per i circa 200mila supplenti e minaccia un ricorso in sede europea contro la precarietà dei contratti a termine.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011