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Decreto Scuola in Gazzetta Ufficiale: non solo classi e burqa, le novità su orari dei Tecnici, DSGA e percorsi abilitanti

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto “decreto scuola” (decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170) ha acceso un vivace dibattito politico e mediatico, concentrato prevalentemente sulle norme relative alla composizione

Decreto Scuola in Gazzetta Ufficiale: non solo classi e burqa, le novità su orari dei Tecnici, DSGA e percorsi abilitanti
  • PublishedOttobre 2, 2026

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto “decreto scuola” (decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170) ha acceso un vivace dibattito politico e mediatico, concentrato prevalentemente sulle norme relative alla composizione delle classi — con il tetto del 30% per alunni stranieri — e sul divieto di indossare il burqa negli istituti. Tuttavia, al di là dei titoli dei giornali, il provvedimento introduce interventi strutturali di rilievo che rispondono a precise rivendicazioni del mondo sindacale. In particolare, il testo recepisce molte delle istanze avanzate dalla CISL Scuola durante il tavolo permanente con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, avviato a seguito della conciliazione dell’8 aprile scaturita dallo stato di mobilitazione proclamato unitariamente insieme a UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF.

ISTITUTI TECNICI: RIDEFINITA LA QUOTA DI AUTONOMIA Una delle novità principali riguarda l’articolo 9 del decreto, che modifica i quadri orari dei nuovi istituti tecnici per evitare penalizzazioni alle materie d’insegnamento più penalizzate nella prima versione del d.l. 122/2022. Nel dettaglio, viene del tutto azzerata la quota di autonomia riservata alle scuole nel primo biennio (originariamente fissata a due ore settimanali per anno). Nel secondo biennio la quota scende da tre a due ore, mentre nell’ultimo anno passa da sette a tre ore. Questo ridimensionamento consentirà, già dal prossimo anno scolastico, di restituire alle singole discipline un monte ore adeguato e distribuire meglio le cattedre tra le diverse classi di concorso. Il sindacato ha già annunciato che chiederbulletà un’ulteriore contrazione in sede di conversione in legge del decreto.

DSGA, SEGRETERIE E PERCORSI ABILITANTI Il provvedimento introduce anche importanti misure correttive per il personale amministrativo, docente e per la dirigenza scolastica. Per quanto riguarda i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), il decreto autorizza la proroga e lo scorrimento delle graduatorie di progressione 2024 e del concorso ordinario 2025. L’assunzione degli idonei dal prossimo anno scolastico consentirà di coprire i numerosi posti attualmente vacanti e stabilizzare gli assistenti amministrativi facenti funzione. Per il personale di segreteria, gravato dai carichi di lavoro legati al PNRR e alla valutazione delle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), vengono stanziati 5 milioni di euro da destinare ai compensi accessori tramite contrattazione integrativa, accompagnati da risorse per l’ammodernamento e l’interoperabilità del sistema informatico SIDI.

Sul fronte dei docenti, la riserva di posti nei percorsi abilitanti per chi possiede almeno tre anni di servizio perde il vincolo temporale dei primi tre cicli e assume carattere permanente. Infine, per i dirigenti scolastici sono stati previsti fondi aggiuntivi sul FUN 2025/2026 per garantire la tenuta dei livelli retributivi di posizione e di risultato rispetto all’anno precedente.

LE CRITICITÀ SUI CRITERI PER LE CLASSI E I CORSI CPIA Resta invece fredda la posizione del sindacato sulle norme relative alla formazione delle classi, confermando le perplessità espresse dalla segretaria generale Ivana Barbacci. L’impianto della norma, nato per evitare contesti con minoranze di alunni italiani, rischia di introdurre vincoli rigidi e burocratici in un sistema che ha sempre fatto dell’autonomia e dell’inclusione ex art. 34 della Costituzione un punto di forza.

Un altro punto interrogativo riguarda l’obbligo introdotto per i genitori di frequentare corsi di lingua italiana con relative sanzioni per gli inadempienti: una misura che rischia di sovraccaricare ulteriormente i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), già da tempo in sofferenza strutturale per far fronte a una richiesta formativa altissima.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011