Curriculum dello studente, pubblicato il decreto: entrano anche i risultati INVALSI. Le critiche della FLC CGIL
È stato pubblicato il 5 febbraio il Decreto ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2026, atteso da tempo dal mondo della scuola, che introduce le nuove modalità operative per l’alimentazione
È stato pubblicato il 5 febbraio il Decreto ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2026, atteso da tempo dal mondo della scuola, che introduce le nuove modalità operative per l’alimentazione dei dati personali e delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente. Il provvedimento recepisce le modifiche normative intervenute negli ultimi mesi e arriva dopo il recente pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali, più volte richiamato dalla FLC CGIL.
Il decreto aggiorna il modello del Curriculum in seguito alle novità introdotte dal decreto-legge 9 settembre 2025 n. 127, che ha modificato l’articolo 21 del decreto legislativo 62/2017. In base alle nuove disposizioni, nel Curriculum dovranno essere inseriti anche gli esiti dei livelli di apprendimento rilevati attraverso le prove nazionali INVALSI, distinti per ciascuna disciplina oggetto di rilevazione, insieme alla certificazione delle competenze di comprensione e utilizzo della lingua inglese.
Il Curriculum della studentessa e dello studente, lo si ricorda, è associato al diploma tramite un numero identificativo e può essere acquisito separatamente, su scelta dello studente, senza essere necessariamente allegato al titolo di studio. Al decreto è inoltre collegato l’allegato B, che definisce i profili funzionali e tecnici del Curriculum e le modalità di integrazione, trasmissione e gestione dei dati all’interno della Piattaforma Unica del Ministero.
Netta la presa di posizione della FLC CGIL, che ribadisce il proprio giudizio negativo sull’utilizzo estensivo dei test standardizzati. Secondo il sindacato, il provvedimento consolida una tendenza già in atto: la progressiva sovrapposizione della valutazione standardizzata delle prove INVALSI alla valutazione espressa dai docenti, nell’ambito della funzione certificativa legata al valore legale del titolo di studio.
Per la FLC CGIL, la valutazione degli apprendimenti individuali spetta esclusivamente alla professionalità docente, che opera in modo articolato e collegiale nei consigli di classe. L’INVALSI, invece, dovrebbe limitarsi – come previsto dalle finalità originarie dell’ente – a una funzione non classificatoria, finalizzata alla valutazione dell’efficienza e dell’efficacia complessiva del sistema di istruzione e all’individuazione di strategie di miglioramento della progettazione formativa e delle pratiche educative.