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DL Scuola 2026, la CGIL affonda il testo del Governo: “Tagli nascosti, misure elitarie e ideologia”

Un provvedimento “di facciata”, privo di risorse strutturali e intriso di interventi propagandistici o elitari. È un giudizio senza appello quello espresso dalla FLC CGIL sul nuovo Decreto Legge Scuola

DL Scuola 2026, la CGIL affonda il testo del Governo: “Tagli nascosti, misure elitarie e ideologia”
  • PublishedSettembre 28, 2026

Un provvedimento “di facciata”, privo di risorse strutturali e intriso di interventi propagandistici o elitari. È un giudizio senza appello quello espresso dalla FLC CGIL sul nuovo Decreto Legge Scuola 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso giovedì 24 settembre. Attraverso una disamina dettagliata del testo, il principale sindacato del comparto istruzione punta il dito contro le misure messe in campo dal Governo, chiedendo a gran voce lo stralcio di diversi articoli.

Dall’inclusione degli alunni con disabilità alla gestione degli studenti stranieri, passando per il reclutamento e l’edilizia: ecco i punti più critici emersi dall’analisi.

Inclusione e sostegno: la burocrazia prima dei diritti

Secondo il sindacato, la sbandierata “semplificazione” del Piano Educativo Individualizzato (PEI) nasconde in realtà una drastica contrazione delle tutele. Svuotato della sua natura evolutiva, il PEI rischia di trasformarsi in un ostacolo burocratico che scarica sulle famiglie l’onere di dimostrare la necessità di modifiche, subordinando un diritto costituzionale ai vincoli di bilancio.

Critiche severe anche sulla gestione degli studenti stranieri:

  • Il tetto del 30% per classe viene liquidato come misura propagandistica che impatta su una quota marginale (appena lo 0,4%) della popolazione scolastica, col rischio di sradicare i ragazzi dal proprio quartiere.
  • L’approccio sanzionatorio nei confronti dei genitori con carenze linguistiche e il divieto di frequentare a volto coperto vengono definiti «misure etnocentriche e punitive», utili unicamente a stigmatizzare anziché integrare.

Personale e contrattazione: il modello “premiale” spaccadocenti

In materia di personale, il sindacato denuncia una continua ingerenza dell’esecutivo nella contrattazione collettiva, proprio mentre è in corso il rinnovo del CCNL all’Aran.

  • Formazione incentivata e tutor: Il modello viene bocciato perché «divisivo ed elitario», destinato a premiare solo una ristretta platea a scapito di aumenti retributivi generali per tutto il personale.
  • Friuli Venezia Giulia: Destano profonda preoccupazione le deroghe concesse alla Regione, lette come «il primo vero ingresso della gestione privata nella scuola pubblica» attraverso nomine dirette al di fuori dei concorsi.
  • Personale ATA: Sebbene venga riconosciuto il pagamento degli straordinari per il PNRR, i 5 milioni stanziati sono considerati «una goccia nel mare» di fronte all’impegno strutturale richiesto alle segreterie.

Welfare e violenza di genere: la guerra delle risorse

Sul fronte del welfare studentesco, l’intervento sui libri di testo viene bolla come un semplice “gioco di prestigio” contabile: nessun nuovo fondo, ma uno spostamento di capitoli che restringe la platea dei beneficiari.

Ancora più grave, secondo la FLC CGIL, è la gestione del Fondo per l’educazione al rispetto: le risorse destinate al contrasto della violenza sulle donne sarebbero state decurtate per coprire interventi temporanei contro il cyberbullismo, prosciugando i finanziamenti per la prevenzione dei femminicidi proprio nel momento di maggior bisogno.

Le altre ombre: dalla lingua latina all’Edilizia

Il quadro delle perplessità si completa con:

  • Latino alle medie: L’insegnamento resta facoltativo, privo di organico e risorse, configurandosi come una scelta d’impostazione “identitaria e selettiva”.
  • Scuola Europea di Brindisi: Un canale d’élite finanziato a scapito delle scuole statali ordinarie, cronicamente prive di personale ATA e strutture adeguate.
  • Edilizia e Università: La proroga delle norme straordinarie per i cantieri PNRR gestisce l’emergenza imminente ma dimentica un piano strategico pluriennale per la sicurezza degli edifici. In ambito universitario, si denunciano deroghe che rischiano di estendere ulteriormente la precarizzazione della ricerca.

Le conclusioni del sindacato

L’impianto generale del decreto delinea, per la FLC CGIL, una visione del sistema d’istruzione che virerebbe verso “modelli privatistici, mercatizzati e securitari”. La mobilitazione del personale si preannuncia caldissima già dalle prossime settimane.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011