Report Commissione Europea 2026: Italia maglia nera in Europa per finanziamenti all’istruzione e stipendi dei docenti
Il quadro tracciato dal recente report della Commissione Europea, Investing in Education 2026, certifica in modo inequivocabile ciò che la FLC CGIL denuncia da tempo: l’Italia continua a definanziare il

Il quadro tracciato dal recente report della Commissione Europea, Investing in Education 2026, certifica in modo inequivocabile ciò che la FLC CGIL denuncia da tempo: l’Italia continua a definanziare il proprio sistema di istruzione pubblica e a mortificare il lavoro del personale scolastico.
Secondo i dati ufficiali riportati nel documento europeo relativi al 2024, la spesa pubblica per l’istruzione in Italia si colloca ai livelli più bassi dell’intera Unione Europea:
rispetto alla spesa pubblica complessiva l’Italia destina all’istruzione appena l’8,0%, posizionandosi all’ultimo posto assoluto tra i Paesi dell’Unione Europea, a fronte di una media UE del 9,7% e di punte superiori al 14% in Paesi come Svezia e Svezia,
in rapporto al PIL la spesa per istruzione in Italia si attesta a un risicato 4,0%, ampiamente al di sotto della media europea (4,8%) e distante da Paesi che investono oltre il 6% (Belgio, Finlandia) o 7% (Svezia) del PIL nell’istruzione.
Il report, inoltre, dedica un focus specifico alla condizione della professione docente, confermando un divario retributivo penalizzante per gli insegnanti italiani.
Non solo gli stipendi dei docenti in Italia restano sistematicamente inferiori a quelli dei lavoratori con pari livello di istruzione (rendendo la professione docente sempre meno attrattiva), ma il nostro Paese si caratterizza per una struttura di carriera particolarmente svantaggiosa.
Nel report Investing in Education 2026, la carriera dei docenti italiani viene inserita nella tipologia a “progressione limitata e lenta”: in Italia occorrono ben 35 anni di servizio per raggiungere il massimo dello sviluppo retributivo quando in Paesi come la Danimarca o i Paesi Bassi sono sufficienti appena 12 anni.
A fronte di questi dati impietosi, la FLC CGIL esprime una ferma condanna nei confronti delle politiche di definanziamento del Governo e del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
È tempo di dire basta alla propaganda e ai continui tentativi di distrarre l’opinione pubblica con interventi manifesto o ideologici — come le recenti e discutibili proposte sulle classi per alunni stranieri.
Il Report della Commissione Europea dimostra che la vera emergenza della scuola italiana si chiama carenza di investimenti strutturali e svalutazione del lavoro docente. Servono risorse fresche e consistenti per il rinnovo dei contratti collettivi, l’adeguamento degli stipendi ai parametri europei, il rafforzamento degli organici.