Riforma degli Istituti Tecnici al via tra le polemiche: FLC CGIL annuncia nuove mobilitazioni e sciopero delle attività aggiuntive
ROMA – L’anno scolastico 2026/2027 si apre all’insegna delle tensioni nel mondo dell’istruzione secondaria. Con l’avvio delle lezioni entra infatti ufficialmente in vigore la riforma dell’istruzione tecnica, prevista dal Decreto

ROMA – L’anno scolastico 2026/2027 si apre all’insegna delle tensioni nel mondo dell’istruzione secondaria. Con l’avvio delle lezioni entra infatti ufficialmente in vigore la riforma dell’istruzione tecnica, prevista dal Decreto Legge 144/2022 e attuata con il Decreto Ministeriale 29 del 19 febbraio 2026. Un riassetto profondo, fortemente avversato dal sindacato FLC CGIL, che dopo lo sciopero dello scorso 7 maggio si dice pronto a riaprire lo scontro con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
Le promesse del Ministero e il nodo delle “Linee Guida”
La vertenza sembrava aver trovato uno spiraglio l’8 luglio scorso, quando il Ministero aveva prospettato al sindacato una revisione parziale del provvedimento. L’impegno prevedeva la restituzione di ore ad alcune materie penalizzate, modificando il quadro orario. Tuttavia, a lezioni ormai iniziate, la modifica normativa non è ancora stata formalizzata e mancano all’appello le nuove Linee Guida ufficiali per i programmi e i quadri orari dei singoli indirizzi.
Per colmare temporaneamente il vuoto, Viale Trastevere ha diffuso il documento “Primi orientamenti per la progettazione curriculare”, pensato per guidare le scuole nel passaggio al nuovo ordinamento. Un testo che, secondo il sindacato, anziché rassicurare ha confermato tutte le criticità denunciate nei mesi scorsi.
I punti critici: “Professionalizzazione precoce e tagli alle materie”
Nel mirino della FLC CGIL c’è innanzitutto l’impostazione didattica del primo biennio. L’introduzione di discipline di indirizzo fin dal primo anno rischia di cancellare la storica distinzione tra un biennio iniziale a carattere generale e un triennio successivo di specializzazione. La presenza di percorsi scuola-lavoro e il legame diretto con il tessuto produttivo locale già a 14 anni prefigurerebbero, secondo i rappresentanti dei lavoratori, una “professionalizzazione precoce” subordinata alle esigenze immediate delle imprese della zona, con il rischio di frammentare il sistema scolastico nazionale su base regionale.
Forti perplessità mettono in guardia anche sulla didattica delle materie scientifiche e tecniche:
- Scienze sperimentali: La fusione di Fisica, Chimica e Biologia in un’unica area disciplinare crea complessi problemi di gestione. Con tre docenti diversi chiamati a collaborare su un’unica materia, il Ministero ha demandato alle singole scuole la difficile scelta di quali contenuti tagliare e come gestire le valutazioni.
- Tecnologie di base: A fronte delle dichiarazioni sull’importanza della transizione digitale, l’insegnamento di Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica (TTRG) subirebbe un taglio medio delle ore pari al 50%.
Inizia l’autunno caldo della scuola: assemblee e blocco degli straordinari
«Ci troviamo di fronte a una riforma inutilmente dannosa che colpisce la qualità della didattica e la stabilità delle cattedre», attaccano dai vertici della FLC CGIL, sottolineando come la scuola pubblica debba garantire una formazione solida e indipendente dai fabbisogni di breve termine del mercato del lavoro.
Per spiegare le ragioni della protesta e organizzare la risposta del personale scolastico, il sindacato ha intenzione di lanciare un’ampia campagna di assemblee in tutte le scuole dal 15 settembre al 15 ottobre. Contestualmente è stato preannunciato il ricorso a nuove forme di protesta, a partire dallo sciopero delle attività aggiuntive e straordinarie da parte dei docenti, per contrastare quella che definiscono una vera e propria “controriforma” del settore tecnico e professionale.