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Anno scolastico al via, è scontro aperto sulle cattedre: per il Ministero tutto pronto, i sindacati vedono “ombre dense”

Il rientro sui banchi scolastici per quasi 8 milioni di studenti italiani si apre all’insegna di un vivace scontro sui numeri. A dare il via alle polemiche è l’annuncio del

Anno scolastico al via, è scontro aperto sulle cattedre: per il Ministero tutto pronto, i sindacati vedono “ombre dense”
  • PublishedSettembre 7, 2026

Il rientro sui banchi scolastici per quasi 8 milioni di studenti italiani si apre all’insegna di un vivace scontro sui numeri. A dare il via alle polemiche è l’annuncio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che garantisce l’avvio del nuovo anno scolastico «con tutti i docenti in cattedra». Una versione rassicurante a cui fa però da controcanto la ferma protesta dei sindacati di categoria, pronti a evidenziare le fragilità strutturali del sistema.

I numeri del Ministero: immissioni e supplenze

Secondo i dati forniti da Viale Trastevere, entro il 31 agosto sono state completate 37.430 immissioni in ruolo tra docenti su posto comune, sostegno e insegnanti di religione. A queste si aggiungono 118mila supplenze assegnate e la conferma, su richiesta delle famiglie, di 55.814 docenti precari sul sostegno (quasi 10mila in più rispetto allo scorso anno). Sul fronte amministrativo e direttivo, il Ministero segnala l’ingresso in servizio dal 1° settembre di 342 dirigenti scolastici e il completamento delle procedure per l’assunzione di 12.284 unità di personale ATA.

La replica dei sindacati: «Sistema retto dai precari»

Dietro la facciata istituzionale, le sigle sindacali evidenziano criticità profonde. Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl-Scuola, pur riconoscendo come nota positiva la copertura dell’80% dei posti disponibili di ruolo (quasi dieci punti in più rispetto all’anno precedente), definisce «abnormi» le dimensioni del precariato sul sostegno. A fronte di circa 128mila posti in organico di diritto, la richiesta reale dell’anno passato ha imposto l’attivazione di ben 275mila cattedre, coperte in maggioranza da supplenti.

Ancora più severe le reazioni degli altri rappresentanti:

  • Flc-Cgil parla di oltre 200mila precari complessivi tra docenti e ATA, penalizzati da stipendi tra i più bassi d’Europa.
  • Uil Scuola evidenzia come 118mila supplenze dimostrino la dipendenza del sistema dal lavoro precario, rimarcando inoltre che delle 46.642 assunzioni autorizzate ne sono state effettivamente realizzate solo 37.430.
  • Gilda degli Insegnanti punta il dito contro il paradosso di un reclutamento farraginoso e di percorsi abilitanti onerosi che penalizzano chi garantisce il funzionamento quotidiano degli istituti.

Riforma “4+2” dei tecnici: l’allarme di Save the Children

Sullo sfondo del rientro in aula s’inserisce anche il dossier pubblicato da Save the Children in merito alla riforma “4+2” degli istituti tecnici. Terminata la fase di sperimentazione, i nuovi percorsi di quattro anni più due negli ITS prendono il via con 10.532 iscrizioni, circa 5mila in più rispetto all’anno scorso.

Nonostante la crescita, il dato rappresenta appena l’1,9% del totale dei nuovi iscritti alle scuole superiori. L’organizzazione evidenzia la disorientazione di famiglie e studenti a causa della scarsità di informazioni e lancia un allarme sociale: il rischio è quello di innescare meccanismi di “selezione implicita”, che finirebbero per restringere le opportunità degli studenti provenienti da contesti socioeconomici e familiari più fragili.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011