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Tre mesi di ferie? La grande illusione: il 24 agosto la scuola è già un cantiere aperto

C’è un mito duro a morire nella narrazione collettiva italiana: quello dell’insegnante con tre mesi d’estate spalancati davanti a sé, al riparo da timbratrici, scadenze e stress lavorativo. Una certezza

Tre mesi di ferie? La grande illusione: il 24 agosto la scuola è già un cantiere aperto
  • PublishedAgosto 23, 2026

C’è un mito duro a morire nella narrazione collettiva italiana: quello dell’insegnante con tre mesi d’estate spalancati davanti a sé, al riparo da timbratrici, scadenze e stress lavorativo. Una certezza incrollabile per il senso comune, smentita però dalla realtà delle aule già dal 24 agosto. Mentre l’Italia è ancora in infradito, negli istituti superiori di secondo grado la macchina organizzativa ha già riacceso i motori a pieno regime.

Non si tratta di una scelta arbitraria dei dirigenti scolastici né di uno scrupolo eccessivo dei docenti: è il rigido motore della burocrazia ministeriale che impone il rientro. A far scattare la sveglia in anticipo è la chiusura formale dell’anno scolastico precedente, legata a scadenze inderogabili che non ammettono slittamenti.

Il nodo dei “giudizi sospesi”
La ragione principale di questa ripresa estiva risiede nella gestione degli studenti che a giugno hanno riportato una o più insufficienze. Dopo la pausa estiva e il periodo dedicato allo studio individuale o ai corsi di recupero, la scuola deve verificare l’effettivo superamento delle carenze formative prima che suoni la campanella ufficiale di settembre.

L’obiezione da bar è ormai un classico: «Basterebbe non assegnare i debiti formativi o abolire gli esami ad agosto». Una soluzione facile a parole, che si scontra però con la realtà del quadro normativo. A regolare la materia è l’Ordinanza Ministeriale n. 92 del 2007, il cui articolo 8 impone espressamente che tutte le operazioni di recupero, le relative verifiche e le valutazioni integrative si concludano tassativamente entro l’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico.

L’articolo 8 dell’ordinanza ministeriale stabilisce che le verifiche per gli studenti con giudizio sospeso devono svolgersi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. La valutazione finale spetta al Consiglio di Classe nella medesima composizione di giugno, integrato da eventuali sostituti qualora vi siano docenti assenti o trasferiti. In sede di scrutinio integrativo, i docenti valutano l’esito delle prove e deliberano l’ammissione o la non ammissione dell’alunno, procedendo contestualmente all’assegnazione dei crediti scolastici per gli studenti del triennio.

Una complessa macchina organizzativa
Come si evince dalla norma, l’esame di recupero non è una semplice formalità o una prova individuale: richiede la costituzione formale di commissioni d’esame con docenti d’assistenza, la predisposizione delle prove, la vigilanza in aula, la correzione dei compiti e la relativa verbalizzazione.

Subito dopo le verifiche, viene convocato il Consiglio di Classe in plenaria per lo scrutinio integrativo. In questa sede si valuta il quadro generale dell’alunno, deliberando l’ammissione o la non ammissione e attribuendo il credito scolastico per gli studenti del triennio.

A questi adempimenti si sommano gli esami di idoneità e i cosiddetti “esami passerella” per gli studenti che hanno richiesto un cambio di indirizzo di studi. L’insieme di queste attività rende la presenza dei docenti nell’ultima decade di agosto un passaggio obbligato e indispensabile per garantire un avvio regolare delle lezioni a settembre.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011