Esami integrativi, confronto al Ministero: la FLC CGIL critica la bozza di ordinanza
Si è svolto il 26 maggio 2026, presso la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del Ministero dell’Istruzione e del Merito, un incontro dedicato all’esame della bozza di ordinanza ministeriale
Si è svolto il 26 maggio 2026, presso la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del Ministero dell’Istruzione e del Merito, un incontro dedicato all’esame della bozza di ordinanza ministeriale sugli esami integrativi nella scuola secondaria di secondo grado. Il provvedimento nasce dalle modifiche introdotte dal Decreto Legge 127 del 9 settembre 2025, successivamente convertito nella Legge 164 del 30 ottobre 2025, che ha modificato il decreto legislativo 226/2005 anche in risposta alla sentenza n. 3250/2024 del Consiglio di Stato.
Nel corso del confronto, la FLC CGIL ha espresso forti perplessità sul contenuto della bozza, evidenziando incongruenze e criticità legate soprattutto all’estensione delle nuove disposizioni anche ai percorsi quadriennali e alla filiera tecnologico-professionale.
Secondo il sindacato, il testo lascerebbe intravedere l’intenzione di estendere progressivamente la riduzione della durata dei percorsi scolastici da cinque a quattro anni in tutto il secondo ciclo di istruzione. Una prospettiva che la FLC CGIL considera problematica sia sul piano didattico sia su quello ordinamentale.
Nel proprio intervento, il sindacato ha riconosciuto il valore positivo della sentenza del Consiglio di Stato, nella parte in cui afferma il principio secondo cui la scelta dell’indirizzo scolastico al termine del primo ciclo non debba diventare irreversibile, evitando così una canalizzazione precoce degli studenti. Tuttavia, la FLC CGIL ritiene che la soluzione proposta dal Ministero sarebbe insufficiente e che il contrasto alla dispersione scolastica richiederebbe piuttosto l’introduzione di un “biennio unitario orientativo”, capace di posticipare la scelta definitiva del percorso superiore.
Il sindacato ha inoltre criticato l’attuale evoluzione degli istituti tecnici, dove il nuovo assetto orario tende ad anticipare già al secondo anno l’insegnamento delle discipline di indirizzo. Una scelta che, secondo la FLC CGIL, rischia di accentuare le difficoltà degli studenti che intendano cambiare percorso, aumentando le carenze formative nelle materie non previste nel corso di provenienza.
Ulteriori preoccupazioni riguardano le nuove Indicazioni nazionali per i licei, nelle quali sarebbe scomparso ogni riferimento ai raccordi con l’istruzione tecnica e professionale, presenti invece nella versione del 2010.
Per queste ragioni, insieme ad altre organizzazioni sindacali, la FLC CGIL ha chiesto il rinvio dell’applicazione delle nuove disposizioni all’anno scolastico 2026/2027, contestando la volontà del Ministero di renderle operative già dal 2025/2026.
Il sindacato ha infine sollecitato un approfondimento più ampio sull’intero impianto normativo della filiera tecnologico-professionale, chiedendo l’avvio di un confronto strutturato che coinvolga tutta la comunità scolastica, sul piano professionale, pedagogico e ordinamentale.