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Carta del docente, scontro tra Governo e sindacati: “Taglio mascherato da estensione”

Nuove tensioni sul fronte scuola dopo le dichiarazioni della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. Al centro della polemica c’è la Carta del docente, il bonus per la formazione

Carta del docente, scontro tra Governo e sindacati: “Taglio mascherato da estensione”
  • PublishedFebbraio 20, 2026

Nuove tensioni sul fronte scuola dopo le dichiarazioni della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. Al centro della polemica c’è la Carta del docente, il bonus per la formazione introdotto con la Legge 107/2015, che garantiva 500 euro annui agli insegnanti di ruolo per aggiornamento professionale e acquisto di materiali didattici.

Secondo la FLC CGIL, l’adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea — che ha riconosciuto il diritto alla Carta anche ai docenti con contratto annuale o fino al 30 giugno — sarebbe stato gestito “senza risorse aggiuntive”, producendo di fatto una riduzione dell’importo individuale.

Per l’anno scolastico 2025/26, infatti, la cifra scenderebbe a meno di 400 euro. Una scelta che il sindacato definisce un “taglio lineare” capace di ridimensionare concretamente uno strumento in vigore da dieci anni. A rendere ancora più tesa la situazione, il fatto che a febbraio 2026 — quindi a metà anno scolastico — le somme non risultino ancora disponibili sulla piattaforma dedicata, impedendo ai docenti di utilizzarle.

Altro nodo è l’annunciata estensione della Carta al personale ATA, misura che la FLC CGIL rivendica da tempo come necessaria per superare un’esclusione ritenuta ingiustificata. Tuttavia, il sindacato teme che l’allargamento della platea possa tradursi in un’ulteriore riduzione delle risorse pro capite, replicando quanto accaduto con l’inclusione dei docenti precari.

La richiesta al Ministero dell’Istruzione e del Merito è chiara: ripristinare i 500 euro per tutto il personale scolastico, inclusi precari e ATA, attraverso un rifinanziamento adeguato. “La formazione non è un costo, ma un investimento”, ribadisce la FLC CGIL, chiedendo che l’estensione dei diritti non si trasformi in un’operazione simbolica a scapito delle risorse effettive.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011