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Docenti, boom di assunzioni nel 2025

Docenti, boom di assunzioni nel 2025: più posti ma carenze al Nord L’anno scolastico 2025/26 partirà con un’importante novità: un forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato nel personale docente.

Docenti, boom di assunzioni nel 2025
  • PublishedAgosto 27, 2025

Docenti, boom di assunzioni nel 2025: più posti ma carenze al Nord

L’anno scolastico 2025/26 partirà con un’importante novità: un forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato nel personale docente. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, riportati da Italia Oggi, a settembre saranno stabilizzati oltre 41.000 insegnanti su un contingente nazionale autorizzato di 54.526 posti, pari a circa l’80% delle cattedre disponibili.

Un risultato notevole, soprattutto se confrontato con il 2024/25, quando le immissioni in ruolo effettive erano state 21.502. L’incremento, secondo il Ministero, è dovuto a una gestione anticipata delle operazioni – circa venti giorni prima rispetto al passato – e all’impiego di più canali di reclutamento: graduatorie a esaurimento, graduatorie di merito, GPS e “call veloce”.

I numeri aggiornati: 29mila assunzioni già completate

Ad oggi sono già state concluse circa 29.000 immissioni, di cui 7.700 sul sostegno. Altre 6.000 dovrebbero essere completate entro la fine di agosto, mentre si aggiungono anche le 6.000 assunzioni di docenti di religione cattolica, già formalizzate.

Più assunzioni, ma restano due criticità importanti

Nonostante l’aumento generale delle stabilizzazioni, permangono due criticità rilevanti:

  1. Posti di sostegno scoperti: le nomine sono inferiori rispetto al 2024/25, quando erano state 8.660. La carenza riguarda soprattutto la scuola dell’infanzia e primaria, con un impatto maggiore nelle regioni del Nord, dove mancano docenti specializzati. Il Ministero ha previsto un parziale recupero del fabbisogno attraverso i percorsi TFA organizzati da Indire.
  2. Squilibrio territoriale: la distribuzione geografica delle assunzioni evidenzia una copertura insufficiente in diverse regioni del Nord. In Lombardia, ad esempio, è stato possibile coprire solo il 40% dei posti disponibili, mentre in Piemonte e Veneto le percentuali restano poco superiori. Le difficoltà sono legate alla scarsa disponibilità dei docenti del Sud a trasferirsi in aree dove il costo della vita è più elevato.

Soluzioni in arrivo: housing sociale per il personale scolastico

Per affrontare il problema della mobilità interregionale, il governo ha annunciato che nel nuovo Piano Casa Italia saranno previste misure di housing sociale dedicate anche al personale scolastico, sia docente sia tecnico-amministrativo. Un intervento che punta a favorire la permanenza nelle regioni del Nord, alleggerendo l’impatto del costo della vita.

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