Dai Sindacati

Sicilia, tagliate 603 cattedre: sindacati in allarme per l’effetto-denatalità

L’onda lunga della denatalità comincia a farsi sentire in modo concreto sulla scuola italiana. A partire da settembre, il ministero dell’Istruzione procederà a una significativa riduzione degli organici, colpendo sia

Sicilia, tagliate 603 cattedre: sindacati in allarme per l’effetto-denatalità
  • PublishedAgosto 21, 2025

L’onda lunga della denatalità comincia a farsi sentire in modo concreto sulla scuola italiana. A partire da settembre, il ministero dell’Istruzione procederà a una significativa riduzione degli organici, colpendo sia il corpo docente sia il personale Ata. A farne le spese in modo più evidente sarà la Sicilia, dove si perderanno 603 cattedre, pari a quasi l’1% del totale nazionale, che ammonta a 5.667 tagli, secondo quanto riportato da La Repubblica.

Un dato che non resta confinato alle tabelle ministeriali, ma che avrà ripercussioni concrete: meno assunzioni per i precari, minor possibilità di rientro per i docenti fuori sede e trasferimenti più difficili per chi è già di ruolo.

Si continua a spiegare tutto con la denatalità – denunciano i sindacati – ma quelle stesse risorse potrebbero essere usate per ridurre il numero di alunni per classe e migliorare la qualità dell’insegnamento“.

Secondo Uil Scuola, il rischio è che il taglio, sebbene formalmente limitato all’organico di diritto, finisca per colpire anche l’organico di fatto, cioè quello che comprende i supplenti. In questo modo, si alimenterebbe ulteriormente la precarietà. La Cisl evidenzia come il meccanismo che lega rigidamente il numero di studenti ai posti disponibili penalizzi in modo particolare le regioni del Sud. Anche la Flc Cgil è sulla stessa linea: meno docenti significa qualità più bassa della didattica e condizioni di lavoro più difficili per chi resta.

Ma il quadro futuro appare ancora più preoccupante. In audizione alla Camera, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che il trend non si arresterà. Con la denatalità che sta già colpendo la scuola primaria e che a breve interesserà anche medie e superiori, l’intenzione del governo è quella di rivedere la spesa, il personale e l’organizzazione delle strutture scolastiche.

Tradotto: non si intravede all’orizzonte un piano di rilancio per la scuola pubblica, ma un progressivo ridimensionamento del sistema scolastico, proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di più investimenti per combattere la dispersione e l’abbandono scolastico, soprattutto nelle aree più fragili come il Sud.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011