Cisl contro il MIM: “Criticità nella retribuzione dei DS”
Due importanti incontri tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali si sono svolti lunedì 26 maggio, con focus rispettivamente sulla piattaforma per la valutazione professionale
Due importanti incontri tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali si sono svolti lunedì 26 maggio, con focus rispettivamente sulla piattaforma per la valutazione professionale dei dirigenti scolastici e sulla ripresa delle trattative per il Contratto Integrativo Nazionale (CIN) relativo alla retribuzione di posizione e risultato per l’anno scolastico 2024/25.
Valutazione professionale: piattaforma ancora incompleta
Durante il primo incontro, è stata presentata una prima versione della piattaforma digitale destinata a supportare il processo di valutazione dei dirigenti scolastici. Al momento, la piattaforma consente unicamente l’accesso agli obiettivi generali e specifici, con relativi target e pesi assegnati.
Gli obiettivi sono identici per tutti i dirigenti, ma permangono forti incognite operative, soprattutto in merito alle fonti dei dati oggettivi e ai periodi di riferimento da considerare nella valutazione.
Il MIM ha comunicato che la piattaforma, collocata nel contesto SIDI e accessibile con le consuete credenziali, dovrebbe essere completata entro luglio. I dirigenti riceveranno notifica via email quando sarà possibile accedere.
Critiche per comunicazioni alle famiglie senza coinvolgimento delle scuole
A margine dell’incontro, la CISL Scuola ha espresso sconcerto per la modalità con cui il MIM ha diffuso comunicazioni alle famiglie degli studenti tramite il Registro elettronico, senza alcun preavviso ai dirigenti scolastici.
I dirigenti hanno appreso della comunicazione direttamente dai genitori, i quali erano invitati dal Ministero a partecipare al Piano Estate, come se le scuole fossero già operative sul tema, ignorando completamente le delibere collegiali e la complessità organizzativa.
Il sindacato ha chiesto che in futuro siano rispettate le competenze delle scuole e dell’autonomia scolastica, evitando comunicazioni unilaterali che minano l’autorevolezza della dirigenza.
CIN: persistono le criticità nella retribuzione dei dirigenti
Il secondo incontro ha segnato la ripresa delle trattative sul CIN per il 2024/25. La discussione si è concentrata sulla retribuzione di posizione, rispetto alla quale la CISL Scuola ha nuovamente sollecitato una riduzione delle differenze tra le fasce retributive.
L’Amministrazione ha rivisto la proposta iniziale, passando da un aumento uniforme di 500 euro per tutte le fasce a una differenziazione minima: 450 euro per la fascia A, 500 euro per la fascia B e 550 euro per la fascia C.
Secondo la CISL, si tratta di un segnale positivo ma insufficiente a colmare il divario esistente. Il sindacato ha proposto che eventuali ulteriori risorse siano destinate proprio a questo obiettivo.
Retribuzione di risultato: criteri sotto esame
Ancora aperta la questione dei criteri per la retribuzione di risultato, riservata al 5% dei dirigenti con valutazioni più elevate.
La CISL Scuola ha manifestato perplessità sui criteri proposti dal MIM, chiedendo che non si utilizzino parametri già previsti per la retribuzione di posizione o, peggio, indicatori legati a condizioni esterne, come dotazione organica, presenza del Dsga o ordine di scuola, che non riflettono direttamente l’operato del dirigente.
Arretrati 2020/21 – 2022/23: contratto da riscrivere
Nel corso dell’incontro, il MIM ha aggiornato i sindacati sullo stato del Contratto integrativo sugli arretrati relativi agli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23.
Nonostante l’UCB avesse certificato le risorse, l’IGOP ha sollevato rilievi, ritenendo che le somme siano state stanziate solo dal 2022 in poi. Di conseguenza, sarà necessario ricalcolare le risorse per il 2020 e 2021, e quindi rivedere e sottoscrivere nuovamente il CIN per quei tre anni.
2023/24: via libera alla retribuzione di risultato
Diversa la situazione per l’anno scolastico 2023/24, per cui, in accordo con l’UCB, si procederà senza ritardi alla definizione delle risorse per la retribuzione di risultato, che saranno ripartite tramite un decreto ministeriale.
CISL: “Serve tempestività per evitare nuovi ritardi”
La CISL Scuola ha sottolineato l’urgenza di attivare subito il confronto sindacale, per evitare che le criticità si ripresentino anche nei prossimi anni.
Particolare preoccupazione è stata espressa per i ritardi accumulati e per la necessità di rivedere i criteri di attribuzione delle fasce di complessità, tema sul quale il sindacato aveva abbandonato il tavolo di confronto in passato, denunciandone l’inadeguatezza delle soluzioni adottate.