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Settimana corta al liceo artistico di Bologna

Settimana corta al liceo artistico di Bologna: esplode la protesta dei genitori. Possibili azioni legali L’introduzione della settimana scolastica corta in un liceo artistico cittadino sta generando un acceso scontro

Settimana corta al liceo artistico di Bologna
  • PublishedNovembre 18, 2025

Settimana corta al liceo artistico di Bologna: esplode la protesta dei genitori. Possibili azioni legali

L’introduzione della settimana scolastica corta in un liceo artistico cittadino sta generando un acceso scontro tra la dirigenza e una parte delle famiglie, tanto che alcuni genitori annunciano di essere pronti a ricorrere alle vie legali. A riportare la vicenda è Il Corriere della Sera.

La decisione della dirigente scolastica, inizialmente sostenuta dal collegio docenti, ha incontrato una forte opposizione da parte della comunità scolastica. Dopo una prima approvazione, infatti, il corpo docente avrebbe fatto un passo indietro di fronte alle numerose proteste.

In una lunga lettera indirizzata al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Panzardi, un gruppo di famiglie ha presentato un formale reclamo sull’iter di approvazione del nuovo orario. Secondo i firmatari, la proposta “risulta priva di accurate analisi di fattibilità”, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. Un punto critico, spiegano, considerando che “la metà degli studenti è pendolare e proviene da tutta la provincia”.

I genitori contestano anche il possibile impatto sugli studenti: “Il rientro tardivo ridurrebbe drasticamente il tempo da dedicare alle attività di studio e costringerebbe molti ragazzi, in particolare i pendolari, a consumare il pasto principale della giornata in orari molto avanzati”.

La dirigente, dal canto suo, ribadisce le ragioni alla base della scelta: “Il sabato e la domenica a casa per le famiglie sono un vantaggio”. E porta un dato significativo: “Il sabato abbiamo spesso picchi di assenze che arrivano al 40%. Inoltre, circa il 50% degli studenti ha già oggi, per motivi di trasporto, l’autorizzazione all’ingresso posticipato e all’uscita anticipata: significa 40 minuti di lezioni in meno al giorno, pari a 60 ore in meno all’anno”. Da qui la domanda polemica: “Perché questa preoccupazione, su un’abitudine che va avanti da anni, non l’hanno mai avuta?”.

Il confronto rimane aperto, e nelle prossime settimane potrebbe approdare nelle aule dei tribunali.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011