Scuola ristrutturata ma chiusa, scatta la protesta delle mamme a Napoli
Una scuola ristrutturata con i fondi del PNRR, dichiarata pronta e sicura, ma chiusa da oltre un anno. Nel frattempo, gli studenti continuano a frequentare un altro plesso dell’istituto che,
Una scuola ristrutturata con i fondi del PNRR, dichiarata pronta e sicura, ma chiusa da oltre un anno. Nel frattempo, gli studenti continuano a frequentare un altro plesso dell’istituto che, secondo i genitori, verserebbe in condizioni strutturali precarie. È questo il paradosso che ha portato all’occupazione pacifica dei locali dell’istituto comprensivo “Eduardo De Filippo” di Napoli da parte delle mamme degli alunni.
La protesta, definita “pacifica ma determinata”, nasce dalla crescente preoccupazione per la sicurezza degli studenti. Come riportato da la Repubblica, le famiglie dichiarano di non sentirsi tutelate nel plesso centrale di via del Flauto Magico, segnalando infiltrazioni d’acqua, bagni inagibili e timori legati alla stabilità dell’edificio. Da qui il rifiuto delle soluzioni prospettate nelle ultime settimane, come i doppi turni o il trasferimento temporaneo nel plesso Madonnelle, nel rione Incis.
«I nostri figli devono restare qui, in una scuola sicura e nel loro quartiere», affermano le mamme. Il confronto tra i due edifici, sostengono, è evidente: il nuovo plesso è ristrutturato, dotato di servizi funzionanti e rispetta gli standard di sicurezza, mentre quello attualmente utilizzato non garantirebbe le stesse condizioni.
L’occupazione rappresenta l’ultimo atto di una crisi che si trascina da settimane. La vicenda ha già portato alla chiusura del plesso centrale, all’ipotesi di una riorganizzazione dell’orario scolastico e alla stesura di una lettera-appello indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, firmata dall’intero collegio docenti.
Ora la protesta si sposta simbolicamente davanti a un edificio pronto ma inutilizzato, diventato l’emblema di una situazione che i genitori definiscono “inverosimile”: una scuola nuova e chiusa, mentre centinaia di bambini restano senza un’aula adeguata.