Maturità 2026, uno studente su tre arriva al diploma senza sapere cosa fare dopo
Un maturando su tre affronta l’esame di Stato senza avere le idee chiare sul proprio futuro e quasi quattro studenti su dieci concludono il percorso scolastico senza aver mai messo
Un maturando su tre affronta l’esame di Stato senza avere le idee chiare sul proprio futuro e quasi quattro studenti su dieci concludono il percorso scolastico senza aver mai messo piede in un luogo di lavoro reale. È la fotografia scattata dall’Osservatorio “Giovani e Orientamento”, realizzato da Skuola.net in collaborazione con Gi Edu, la divisione di Gi Group dedicata alla formazione e all’orientamento.
L’indagine, giunta alla quinta edizione, ha coinvolto circa mille studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, intervistati alla vigilia della Maturità 2026. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni sul fronte dell’orientamento e della Formazione Scuola Lavoro (FSL), i dati evidenziano come il passaggio tra scuola e mondo del lavoro presenti ancora diverse criticità.
Secondo il report, il 39,5% dei maturandi termina gli studi senza aver svolto un’esperienza diretta in un contesto lavorativo, mentre il 28% arriva al diploma senza un progetto definito sul proprio percorso universitario o professionale.
A dieci anni dall’introduzione dell’Alternanza Scuola-Lavoro, poi trasformata nei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e oggi denominata Formazione Scuola Lavoro, l’obiettivo di avvicinare concretamente studenti e imprese appare ancora solo parzialmente raggiunto.
Sebbene il completamento delle ore previste sia un requisito indispensabile per essere ammessi all’esame di maturità, molte scuole continuano a ricorrere a modalità alternative, come simulazioni d’impresa, project work o attività a distanza, che consentono di assolvere agli obblighi senza un’effettiva esperienza sul campo.
È quanto accaduto al 39% degli studenti intervistati, che ha svolto l’intero percorso senza entrare in un ambiente di lavoro. Al contrario, il 28% ha effettuato tutte le attività esclusivamente in contesti lavorativi reali, mentre il 33% ha alternato esperienze pratiche e attività svolte all’interno della scuola.
L’indagine evidenzia inoltre che i luoghi della formazione sono sempre più diversificati. Le aziende private rappresentano il 37% delle esperienze di FSL, una quota sostanzialmente analoga a quella degli enti pubblici, che accolgono il 38% degli studenti. Il 17% ha invece svolto il proprio percorso presso organizzazioni del Terzo settore.
Segnali incoraggianti arrivano invece sul fronte dell’orientamento scolastico, rafforzato dalle misure introdotte con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le 30 ore obbligatorie di orientamento previste nell’ultimo triennio delle scuole superiori stanno contribuendo ad ampliare le opportunità offerte agli studenti.
Tra le novità più apprezzate figura il docente tutor: il 57% dei maturandi ha avuto almeno un colloquio individuale e, tra questi, circa uno su tre ha giudicato utile il confronto per orientare le proprie scelte future.
Migliora anche la qualità delle attività proposte. Se in passato l’orientamento era spesso limitato alla presentazione dell’offerta universitaria o degli ITS Academy, oggi il 60% degli studenti dichiara di aver partecipato a percorsi, teorici e pratici, finalizzati a conoscere meglio le proprie attitudini, competenze e talenti, così da affrontare con maggiore consapevolezza la scelta del proprio futuro formativo o lavorativo.
I risultati dell’Osservatorio indicano dunque che il percorso di riforma sta producendo effetti positivi, ma confermano anche la necessità di rafforzare ulteriormente il collegamento tra scuola e mondo del lavoro, affinché tutti gli studenti possano arrivare al diploma con strumenti concreti per costruire il proprio futuro.