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INVALSI, ecco la riflessione comparativa

Pubblicato il 22 luglio 2025 da INVALSI un approfondimento sui risultati delle Rilevazioni 2025. La ricerca presenta una riflessione comparativa sugli esiti al termine delle scuole del secondo ciclo d’istruzione (corrispondente al V

INVALSI, ecco la riflessione comparativa
  • PublishedLuglio 26, 2025

Pubblicato il 22 luglio 2025 da INVALSI un approfondimento sui risultati delle Rilevazioni 2025. La ricerca presenta una riflessione comparativa sugli esiti al termine delle scuole del secondo ciclo d’istruzione (corrispondente al V anno e al grado 13 della denominazione INVALSI) ripartiti tra scuole statali e paritarie relativamente alle quattro regioni Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia.

Secondo i dati presentati da INVALSI, in queste regioni la suddivisione della popolazione scolastica tra scuole statali e paritarie nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado è la seguente:

REGIONE% STATALE% PARITARIE
CAMPANIA71,128,9
LAZIO88,711,3
LOMBARDIA89,510,5
SICILIA94,15,9

Innanzitutto, in questa tabella balza subito agli occhi la evidente concentrazione di scuole paritarie ubicate in Campania che rappresentano, tra l’altro, più del 25% delle scuole paritarie del II ciclo presenti a livello nazionale (in base ai dati desumibili dalla piattaforma UNICA). 

In secondo luogo, si evidenzia un quadro articolato rispetto alla differenza di rendimento tra scuole statali e paritarie, come si evince dai i punteggi conseguiti nelle prove previste al V anno nelle quattro diverse aree territoriali e riassunti da INVALSI nella seguente tabella:

REGIONIPUNTEGGIO ITALIANOPUNTEGGIO MATEMATICAPUNTEGGIO INGESE RPUNTEGGIO INGLESE L
STATALEPARITARIASTAT.PARIT.STAT.PARIT.STAT.PARIT.
CAMPANIA-3-41-5-34-1-41-12-40
SICILIA-6-33-10-27-7-30-15-39
LAZIO-1-24-4-21-2-220-19
LOMBARDIA113181028223936

Dalla seconda tabella, in particolare, si nota che:

  • in Campania esistono profonde divergenze di rendimento tra il comparto statale e quello paritario rispetto alla media nazionale. a titolo di esempio: se in italiano il punteggio medio è di -3 punti per le scuole statali rispetto alla media nazionale, esso precipita a -41 per le paritarie. Se in matematica lo scostamento delle statali è -5 nelle scuole paritarie balza a -34 e così a seguire per Inglese-Reading e Inglese-Listening;
  • anche se in misura meno marcata, si riscontrano analoghe differenze in Lazio e Sicilia;
  • nonostante i dati siano, invece, tutti positivi in Lombardia, comunque permane una evidente discrepanza tra scuole statali e paritarie a favore delle prime.

In altri termini:

  1. in Campania la distanza del punteggio medio complessivo rispetto al dato nazionale è certamente più marcata soprattutto perché in questa regione la concentrazione di scuole paritarie è molto più alta rispetto alle altre regioni. Se la valutazione si limita agli esiti delle sole scuole statali la distanza del punteggio medio complessivo della Campania rispetto alla media nazionale si riduce in misura molto marcata (!);
  2. anche se “tale fenomeno è invece molto meno rilevante nelle altre regioni” come sostiene INVALSI, tuttavia ciò non significa affatto che il problema, sia pur in misura ridotta, non sussista anche nelle altre regioni.

Dietro il tema rappresentato dall’approfondimento INVALSI 2025 sugli esiti al termine delle scuole del secondo ciclo d’istruzione si presenta nella sua gravità il fenomeno dei cosiddetti diplomifici, un fenomeno che ormai rappresenta una fonte di profitto non indifferente per pseudo-imprenditori spesso privi di scrupoli. Su tale spinoso argomento, anche alla luce di ripetuti fatti di cronaca che hanno avuto, di recente, risalto mediatico nazionale facendo anche emergere comportamenti diffusi di dubbia legalità per quanto riguarda l’acquisizione di diplomi e di titoli, occorre dare risposte efficaci. Si tratta di un fenomeno perverso caratterizzato dal malaffare, da irregolarità, dallo sfruttamento di chi ci lavora, dall’evasione fiscale e contributiva, spesso lasciato inspiegabilmente proliferare all’interno del nostro sistema nazionale di istruzione che vede, soprattutto nella secondaria di secondo grado in occasione degli esami di maturità e di idoneità, spostamenti di candidati che si muovono da ogni parte d’Italia.

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