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GIT, cosa sono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale e quale ruolo svolgono nel sostegno agli alunni con disabilità

Quando si parla di inclusione scolastica, il primo pensiero va spesso alla figura del docente di sostegno o al Piano Educativo Individualizzato. Ma dietro il lavoro quotidiano delle scuole esiste

GIT, cosa sono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale e quale ruolo svolgono nel sostegno agli alunni con disabilità
  • PublishedAgosto 14, 2026

Quando si parla di inclusione scolastica, il primo pensiero va spesso alla figura del docente di sostegno o al Piano Educativo Individualizzato. Ma dietro il lavoro quotidiano delle scuole esiste una rete più ampia di organismi chiamati a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione delle esigenze degli alunni con disabilità.

Tra questi ci sono i GIT, i Gruppi per l’Inclusione Territoriale, strutture pensate per creare un collegamento tra scuole e amministrazione scolastica, offrendo supporto nella definizione delle strategie inclusive e nella valutazione delle necessità di sostegno.

Il loro ruolo è quello di portare una visione territoriale dell’inclusione, superando una gestione esclusivamente centrata sul singolo istituto.

Che cosa sono i GIT

I Gruppi per l’Inclusione Territoriale sono organismi istituiti presso gli Uffici scolastici regionali con il compito di fornire supporto alle scuole nelle politiche di inclusione degli studenti con disabilità.

La loro disciplina è contenuta nell’ambito della normativa sull’inclusione scolastica e, in particolare, nel decreto interministeriale n. 355/2021, che ne ha definito composizione e funzionamento.

L’idea alla base dei GIT è quella di creare una struttura di raccordo capace di mettere insieme competenze diverse e accompagnare le scuole nella gestione delle situazioni più complesse.

Non si tratta quindi di un organismo che sostituisce le istituzioni scolastiche, ma di un soggetto di supporto e consulenza.

Qual è la funzione dei GIT

Il compito principale dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale è quello di sostenere le scuole nella progettazione degli interventi rivolti agli alunni con disabilità.

Tra le funzioni rientrano:

  • il supporto alle istituzioni scolastiche nelle strategie di inclusione;
  • la collaborazione con gli Uffici scolastici regionali;
  • l’analisi dei bisogni presenti sul territorio;
  • la valutazione delle richieste relative al fabbisogno di sostegno;
  • il contributo alla diffusione di buone pratiche inclusive.

Il loro lavoro si colloca quindi a metà strada tra il livello della singola scuola e quello della programmazione amministrativa.

Perché sono stati istituiti

La scuola italiana ha scelto da molti anni un modello di inclusione basato sull’inserimento degli studenti con disabilità nelle classi comuni.

Un sistema di questo tipo richiede però strumenti capaci di accompagnare le scuole, soprattutto quando emergono situazioni particolarmente complesse.

I GIT nascono proprio da questa esigenza: creare un livello intermedio in grado di offrire competenze specialistiche e una lettura complessiva dei bisogni territoriali.

L’obiettivo è favorire una distribuzione più efficace delle risorse e garantire maggiore uniformità tra territori diversi.

Come sono composti i GIT

La composizione dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale prevede la presenza di docenti esperti e figure con competenze specifiche nel campo dell’inclusione.

Il numero dei componenti viene definito a livello regionale e provinciale sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa.

La composizione può variare nel tempo in relazione all’organizzazione della rete scolastica e all’evoluzione della popolazione studentesca.

Proprio su questo aspetto si sono concentrati negli ultimi anni diversi confronti tra Ministero e organizzazioni sindacali, soprattutto in relazione alla distribuzione delle risorse destinate ai Gruppi.

Il rapporto tra GIT e docenti di sostegno

Un tema spesso oggetto di discussione riguarda il rapporto tra il lavoro dei GIT e la richiesta dei posti di sostegno.

Le scuole, attraverso il proprio percorso interno di valutazione dei bisogni e il lavoro del GLO, individuano le necessità degli studenti con disabilità.

Il GIT interviene in una fase successiva, fornendo supporto e contribuendo alla valutazione complessiva delle richieste.

Il suo ruolo non è quindi quello di decidere automaticamente il numero di ore assegnate al singolo alunno, ma di contribuire a una lettura più ampia e coordinata delle esigenze.

Il collegamento con il GLO e il PEI

Nel sistema dell’inclusione ogni organismo ha una funzione precisa.

Il GLO lavora sul singolo studente e costruisce il Piano Educativo Individualizzato.

Il PEI definisce il percorso educativo e didattico dell’alunno.

Il GIT opera invece su un livello territoriale, fornendo supporto alle scuole e agli uffici nella gestione complessiva delle politiche inclusive.

Sono strumenti diversi ma collegati tra loro, perché fanno parte dello stesso sistema.

Le criticità: risorse e organizzazione

Uno dei principali temi di confronto riguarda il rapporto tra compiti assegnati ai GIT e risorse disponibili.

Negli anni i sindacati hanno più volte evidenziato la necessità di garantire una dotazione adeguata di personale, considerando l’aumento degli studenti con disabilità e la crescente complessità delle situazioni da gestire.

La questione riguarda anche il carico di lavoro: un numero limitato di docenti esperti deve confrontarsi con realtà scolastiche molto diverse e con bisogni in continua evoluzione.

Il futuro dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale

Il ruolo dei GIT resta legato alla capacità del sistema scolastico di costruire una vera rete territoriale.

L’inclusione non può dipendere soltanto dall’impegno della singola scuola o del singolo docente, ma richiede coordinamento, competenze e una programmazione complessiva.

Per questo i Gruppi per l’Inclusione Territoriale rappresentano uno strumento strategico: il loro compito è collegare esigenze concrete delle scuole e scelte organizzative dell’amministrazione.

La sfida sarà rendere questi organismi sempre più operativi, garantendo loro risorse adeguate e valorizzando il ruolo di supporto che sono chiamati a svolgere.

Una rete al servizio dell’inclusione

Il percorso verso una scuola realmente inclusiva passa attraverso molti soggetti: studenti, famiglie, docenti, dirigenti, servizi sanitari e strutture amministrative.

I GIT si inseriscono proprio in questa rete, con l’obiettivo di rendere più efficace il dialogo tra chi vive ogni giorno la realtà scolastica e chi è chiamato a programmare le risorse.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011