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Aumentano i laureati, non la mobilità sociale: il peso della famiglia nelle scelte scolastiche

L’Italia è oggi un Paese più istruito rispetto a vent’anni fa, ma l’aumento dei titoli di studio non sembra aver modificato in modo significativo il legame tra origine sociale e

Aumentano i laureati, non la mobilità sociale: il peso della famiglia nelle scelte scolastiche
  • PublishedGiugno 15, 2026

L’Italia è oggi un Paese più istruito rispetto a vent’anni fa, ma l’aumento dei titoli di studio non sembra aver modificato in modo significativo il legame tra origine sociale e percorso scolastico. È quanto emerge dall’analisi condotta dal Sole 24 Ore sui dati di AlmaDiploma 2025, messi a confronto con quelli del 2009.

Secondo l’Istat, la quota di laureati tra la popolazione adulta è più che raddoppiata negli ultimi due decenni, passando dal 7,5% del 2001 al 16,8% del 2024. Anche nelle famiglie italiane il cambiamento è evidente: oggi una su sei ha almeno un genitore laureato, mentre all’inizio del secolo la proporzione era di una su tredici.

Nonostante questa evoluzione, le scelte scolastiche degli studenti continuano a riflettere fortemente il contesto familiare di provenienza. In altre parole, l’istruzione si è diffusa, ma le differenze sociali nella distribuzione degli studenti tra i vari indirizzi scolastici restano sostanzialmente immutate.

Il liceo classico si conferma la scuola delle famiglie più istruite

L’esempio più significativo riguarda il liceo classico. Se nel 2009 il 41% degli studenti proveniva da famiglie con almeno un genitore laureato, oggi la percentuale ha raggiunto il 74,7%. Un incremento che potrebbe suggerire una crescente selettività sociale dell’indirizzo.

In realtà, spiegano gli analisti, il fenomeno è legato soprattutto all’aumento complessivo dei laureati nella popolazione. La quota di genitori laureati è infatti cresciuta in tutti i percorsi scolastici, passando dal 19,2% al 38,2% nel campione osservato. Tuttavia, le preferenze educative delle famiglie più istruite non sono cambiate: continuano a privilegiare il liceo classico e quello scientifico, mentre le famiglie con livelli di istruzione più bassi si concentrano negli stessi indirizzi scelti in passato.

Il risultato è che la distanza tra il liceo classico e la media del sistema scolastico si è ulteriormente ampliata, confermando una persistente segregazione educativa. Come sottolinea il Sole 24 Ore, l’ascensore sociale non appare bloccato, ma fermo.

Scienze Umane e linguistico, i licei più eterogenei

All’interno del sistema liceale emergono differenze significative. Il liceo delle Scienze Umane si caratterizza per una composizione sociale più diversificata: i genitori laureati rappresentano il 33,5%, mentre oltre un quinto degli studenti proviene da famiglie impegnate in lavori esecutivi.

Il liceo scientifico tradizionale mantiene invece una forte presenza di studenti provenienti da famiglie altamente istruite, con una quota di genitori laureati pari al 62,4%. Ancora più elevata è la percentuale nelle sezioni europee e internazionali, dove raggiunge il 66,7%.

Più vicino alla media nazionale si colloca il liceo linguistico, che accoglie una popolazione scolastica socialmente più eterogenea e registra una presenza di genitori laureati pari al 39,3%.

Tecnici, cambiano i profili sociali

Nei percorsi tecnici si osservano trasformazioni interessanti. Gli istituti economici, eredi dei tradizionali istituti commerciali, hanno visto aumentare la presenza di genitori laureati dal 9,2% al 22,6%, seguendo l’evoluzione generale della società italiana senza però modificare radicalmente il proprio profilo.

Particolarmente significativa è la crescita dell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustriale. Considerato in passato un percorso legato prevalentemente alle famiglie del mondo agricolo, oggi registra il 26,8% di genitori laureati e una crescente presenza di studenti provenienti da contesti socioeconomici elevati. Un cambiamento attribuito alla crescente attrattività dei settori legati all’agricoltura di qualità, al biologico e alle eccellenze agroalimentari.

Resta invece più marcata la componente popolare negli indirizzi di Elettronica ed elettrotecnica, dove gli studenti provenienti da famiglie impegnate in lavori esecutivi rappresentano oltre un quarto del totale.

L’indirizzo Informatica e telecomunicazioni, al contrario, appare sempre più attrattivo per il ceto medio e medio-alto, favorito dall’elevata richiesta di competenze digitali nel mercato del lavoro e dalla crescente considerazione sociale del settore tecnologico.

Professionali, cresce la differenziazione interna

Anche gli istituti professionali stanno attraversando una fase di cambiamento. Se nel 2009 la presenza di figli di laureati era marginale e sostanzialmente uniforme in tutti gli indirizzi, oggi emergono differenze marcate.

I percorsi legati alla cultura, allo spettacolo e alle professioni creative hanno acquisito maggiore appeal presso le famiglie più istruite, arrivando a registrare una quota di figli di laureati vicina al 20%. Un’evoluzione analoga, seppur meno accentuata, interessa anche gli indirizzi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera.

Diversa la situazione nei percorsi tradizionali, come manutenzione, assistenza tecnica e servizi commerciali, che continuano a essere frequentati prevalentemente da studenti provenienti da contesti sociali meno favoriti.

Una mobilità sociale ancora limitata

L’analisi evidenzia come la crescita del livello di istruzione della popolazione italiana non abbia modificato in profondità i meccanismi che orientano le scelte scolastiche. Se da un lato aumentano le opportunità educative e il numero di famiglie con un titolo universitario, dall’altro le differenze tra i vari indirizzi continuano a riflettere le disuguaglianze di partenza.

La geografia sociale della scuola italiana, dunque, appare meno rigida nelle forme ma ancora fortemente influenzata dal capitale culturale delle famiglie. Un fenomeno che continua a interrogare il sistema educativo sulla sua capacità di favorire una reale mobilità sociale e di offrire opportunità equivalenti a tutti gli studenti, indipendentemente dal contesto di provenienza.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011