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Abruzzo, spopolamento scolastico sempre più grave

“Non bastano interventi spot, dobbiamo garantire continuità didattica, investire in progetti educativi innovativi, potenziare i trasporti scolastici, sostenere i docenti che scelgono di lavorare nei territori più isolati e fare

Abruzzo, spopolamento scolastico sempre più grave
  • PublishedAgosto 15, 2025

“Non bastano interventi spot, dobbiamo garantire continuità didattica, investire in progetti educativi innovativi, potenziare i trasporti scolastici, sostenere i docenti che scelgono di lavorare nei territori più isolati e fare della scuola un motore di sviluppo culturale ed economico”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione ambiente Antonio Di Marco sullo spopolamento scolastico in atto nelle aree interne.

“I numeri parlano chiaro e non possono essere ignorati, dall’anno scolastico 2014/2015 all’attuale 2024/2025 l’Abruzzo ha perso oltre 20.000 studenti”, spiega Di Marco illustrando i dati ufficiali ottenuti tramite accesso agli atti all’Ufficio scolastico regionale. Un grido di allarme lanciato dai piccoli comuni montani e collinari dove, continua il consigliere regionale, “interi plessi sono stati chiusi e dove molti studenti sono costretti a percorrere ogni giorno decine di chilometri per raggiungere la scuola”. E, come conseguenza, “meno classi, un’offerta formativa ridotta, comunità sempre più fragili”.

Una fenomeno progressivo dai risvolti drammatici la cui soluzione, aggiunge il consigliere nonché membro del Comitato per la legislazione che si occupa anche di strategie per le aree interne, “non è tanto scegliere fra settimana corta o settimana lunga perché con la settimana corta, i ragazzi che vivono nei nostri paesi dell’entroterra possono impegnarsi in attività sportive, corsi di lingua, teatro, laboratori, oppure semplicemente stare in famiglia e rafforzare il legame con le proprie radici”.

Evitare che la scuola diventi “un mondo separato dal territorio”, questa la priorità per Antonio Di Marco che per la sopravvivenza della scuola nelle aree interne invoca “una strategia regionale chiara e concreta che metta insieme istruzione, mobilità, servizi, infrastrutture e opportunità per i giovani”.

“Dove la scuola chiude, il paese si svuota, i servizi si riducono e le famiglie scelgono di andare altrove” aggiunge Di Marco per il quale la lotta allo spopolamento scolastico sfida non riguarda solo l’istruzione, ma la sopravvivenza stessa delle nostre comunità. Perché, conclude, “difendere la scuola nei borghi significa difendere la nostra identità, il nostro patrimonio culturale e la possibilità di avere ancora un Abruzzo vivo e coeso”.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011